I Cani e il loro mondo

Comprato a Pasqua come regalo ai bambini e poi abbandonato: la tragica fine del coniglio Trudi

Un coniglio acquistato per Pasqua viene prima coccolato e poi ignorato, fino all’abbandono in un campo, dove muore dopo giorni di paura e solitudine.

Il regalo di Pasqua e i primi giorni di attenzioni

La sua storia inizia come quella di tanti altri animali acquistati in occasione delle festività.
Un coniglio, chiamato Trudi, viene comprato come regalo di Pasqua per due bambini.

Nei primi giorni, tutto sembra procedere nel migliore dei modi.
“Abbiamo giocato tanto insieme, due giorni interi, mi tiravano un po’ le orecchie ma sono stato bene, mi hanno accarezzato, dato da mangiare e dedicato un sacco di attenzioni.”

Attenzioni, carezze e momenti di gioco riempiono le prime ore di convivenza.
L’animale viene accolto in casa e diventa rapidamente il centro dell’interesse dei più piccoli.

Ma quel clima cambia nel giro di poco tempo.

Dal gioco all’abbandono: la storia di Trudi

Con il ritorno alla routine quotidiana, l’interesse nei confronti dell’animale diminuisce.
“I bambini sono andati a scuola e quando sono rientrati non mi hanno quasi guardato.”

Le giornate si riempiono di impegni, tra compiti, attività e visite ai parenti.
Nel frattempo, il coniglio viene progressivamente trascurato.

“I genitori mi hanno messo in una gabbietta fuori dal balcone, mi hanno dato qualcosa da mangiare ma faceva freddo e mi sentivo solo.”

La situazione peggiora fino a culminare in una decisione drastica.
“Poi la domenica mi hanno portato in macchina a fare un giro, ero così contento quando hanno aperto la gabbietta in mezzo a un prato.”

Quella che sembrava una semplice uscita si trasforma invece in un abbandono.
“Non credevo mi lasciassero lì tutto solo.”

La fine e l’appello a non considerare gli animali giocattoli

Il coniglio, cresciuto in un ambiente domestico, non è in grado di sopravvivere da solo.
“Io ero nato in un negozio, non mi ero mai procurato del cibo.”

Nei giorni successivi, la paura prende il sopravvento.
“Sentivo tanti rumori che mi facevano paura nel buio della notte, mi sono nascosto tremando terrorizzato per 3 giorni sotto a un cespuglio.”

La vicenda si conclude tragicamente.
“Finché un animale selvatico non mi ha aggredito e ferito a morte.”

Il racconto prosegue con un riferimento ad altri animali che condividono lo stesso destino.
“Qua in cielo ci sono tanti coniglietti come me, tutti comprati il giorno di Pasqua, che buffo in molti si chiamano Bunny oppure Trudi, chissà perché.”

Infine, un messaggio diretto:
“Vi prego non usateci come un giocattolo, non siamo peluche, non comprateci se non volete prendervi cura di noi per sempre, non abbandonateci nei campi, non siamo selvatici, non riusciamo a cavarcela da soli.”

Francesco Antonicelli

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