I Cani e il loro mondo

Lasciata in aeroporto prima della partenza: la gattina Valigia vive da 18 mesi tra i terminal in attesa di una famiglia

Una gattina viene abbandonata in aeroporto e accudita dai lavoratori. Dopo 18 mesi vive nel terminal, diventando presenza stabile tra passeggeri e personale.

Abbandono in aeroporto: la storia di Valigia

L’episodio riguarda una gattina, successivamente chiamata Valigia, lasciata all’interno di un aeroporto da una coppia in partenza. Secondo quanto ricostruito, i proprietari non sono riusciti a portare l’animale con sé e hanno deciso di abbandonarlo nel terminal.

La gattina si è ritrovata da sola in un ambiente caratterizzato da traffico continuo di persone, rumori e spostamenti. Nei primi momenti è stata vista muoversi con cautela tra sedute e corridoi, mantenendo un comportamento diffidente.

Sono stati alcuni lavoratori dello scalo ad accorgersi della sua presenza e a monitorarne gli spostamenti all’interno della struttura.

Il supporto dei lavoratori e la vita nel terminal

Con il passare dei giorni, parte del personale ha iniziato a prendersi cura della gattina, fornendole cibo e predisponendo un’area più tranquilla dove potesse riposare. Questo supporto costante ha permesso all’animale di adattarsi progressivamente al nuovo contesto.

Il nome Valigia è stato scelto dai lavoratori dell’aeroporto, in riferimento alla condizione iniziale dell’animale, lasciato nel luogo di partenza senza essere recuperato.

Col tempo, la gattina ha sviluppato un comportamento più sicuro, iniziando a muoversi liberamente tra le aree accessibili del terminal.

Diciotto mesi dopo: una presenza stabile tra i passeggeri

A distanza di circa 18 mesi, Valigia è diventata una presenza abituale all’interno dell’aeroporto. Passeggeri e visitatori si fermano frequentemente per interagire con lei, contribuendo alla sua cura quotidiana.

Secondo quanto osservato dal personale, la gattina trascorre parte del tempo vicino alle grandi vetrate del terminal, da cui si vedono gli aerei in partenza. Questo comportamento è stato notato più volte nel corso del tempo.

Attualmente l’animale continua a vivere all’interno della struttura, sostenuto dall’attenzione dei lavoratori e delle persone in transito.

Francesco Antonicelli

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