I Cani e il loro mondo

Nina salvata da un’auto rovente a 42 gradi: la donna che rompe il finestrino finisce denunciata

Una Cairn Terrier di nove anni è stata salvata da un’auto parcheggiata sotto il sole. La donna intervenuta è stata successivamente denunciata dai proprietari del veicolo.

Nina intrappolata nell’auto sotto il sole

La temperatura esterna aveva raggiunto i 42 gradi quando una donna ha notato un cane chiuso all’interno di un’auto parcheggiata in pieno sole. Dentro l’abitacolo, con i finestrini completamente chiusi, si trovava Nina, una Cairn Terrier di nove anni.

La cagnolina era sdraiata sul sedile del passeggero in evidente stato di sofferenza. La lingua fuori dalla bocca, il respiro irregolare e gli occhi quasi immobili lasciavano intuire le condizioni critiche dell’animale.

La donna ha inizialmente cercato di rintracciare i proprietari bussando contro il finestrino e chiedendo aiuto nel parcheggio. Nessuno si è presentato.

Nel frattempo Nina tentava con difficoltà di sollevare la testa, ma il corpo continuava a cedere per il caldo soffocante accumulato nell’abitacolo.

Il salvataggio di Nina e la denuncia dei proprietari

Di fronte all’aggravarsi della situazione, la donna ha preso una barra antifurto dal bagagliaio della propria auto e ha deciso di rompere il finestrino del veicolo per raggiungere il cane.

Il vetro infranto ha attirato l’attenzione delle persone presenti nel parcheggio. Durante il tentativo di estrarre l’animale, la donna si è ferita a una mano mentre cercava di slacciare la pettorina di Nina.

“Quando le mie dita hanno toccato la sua pettorina, Nina ha mosso una zampa”, racconta.

Subito dopo il salvataggio, la Cairn Terrier è stata trasportata dal veterinario. La cagnolina ha ricevuto le prime cure e ha iniziato lentamente a bere sotto osservazione medica.

Il giorno successivo, però, la donna ha ricevuto una convocazione legata alla denuncia presentata dai proprietari dell’auto per il danneggiamento del finestrino.

La decisione del tribunale e la nuova vita di Nina

Durante il procedimento giudiziario, la donna ha raccontato quanto accaduto concentrandosi esclusivamente sulle condizioni dell’animale al momento del ritrovamento.

La giudice ha esaminato le fotografie dell’intervento e le ferite riportate alla mano dalla donna durante il soccorso di Nina.

Oggi la cagnolina vive presso una famiglia affidataria, lontano dall’abitacolo nel quale aveva rischiato di morire per il caldo. Secondo quanto raccontato, trascorre gran parte del tempo vicino a porte e finestre aperte.

Emanuele Larocca

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