I Gatti e il loro mondo

Anziana trasferita in RSA, il gatto resta sul balcone per tredici giorni

Babouche, gatto della signora B., è rimasto sul balcone dopo il trasferimento in RSA: il salvataggio riaccende la polemica.

Per tredici giorni Babouche è rimasto davanti a una porta-finestra chiusa, fissando un salotto ormai vuoto e aspettando una voce che non sarebbe tornata. Il gatto della signora B., trasferita in RSA, è stato trovato sul balcone dell’appartamento dopo lo svuotamento della casa. Una vicenda che ha provocato amarezza e indignazione, perché al centro non c’è solo un animale dimenticato, ma anche il legame silenzioso tra una persona fragile e il compagno che le era rimasto accanto ogni mattina.

Babouche dimenticato sul balcone: tredici giorni davanti alla porta

La storia di Babouche comincia in un appartamento che, fino a poco tempo prima, era ancora abitato dalla signora B.. Ogni mattina, durante l’assistenza quotidiana, il gatto era lì: sul piccolo sgabello blu del bagno, fermo a osservare tutto in silenzio. Era una presenza discreta, abituata ai gesti della sua umana, ai rumori della casa e alla routine che dava ordine alle giornate.

Poi il trasferimento della signora B. in RSA ha cambiato tutto. L’appartamento è stato svuotato in poche ore. Mobili portati via, scatoloni, passi nel corridoio, porte aperte e chiuse. Nel mezzo di quel trambusto, però, Babouche sarebbe rimasto fuori, chiuso sul balcone, davanti alla porta-finestra del salotto.

Per quasi due settimane il gatto ha continuato ad aspettare. Restava immobile davanti al vetro, con gli occhi rivolti verso la stanza vuota, come se da un momento all’altro potesse sentire di nuovo la voce della signora B.. Una scena che ha reso ancora più dura la denuncia di chi lo vedeva ogni giorno, consapevole che il tempo stava passando e che l’animale era sempre più provato.

La polemica sui nipoti della signora B. e la casa svuotata

La vicenda ha acceso la polemica attorno ai familiari della signora B., in particolare ai nipoti, chiamati in causa per quanto accaduto dopo il trasferimento in struttura. Il punto più doloroso riguarda proprio la rapidità con cui l’appartamento sarebbe stato liberato, mentre il gatto restava fuori, dimenticato sul balcone.

“Ai nipoti della signora B. voglio dire solo questo: Babouche vi ha aspettati tredici giorni sul balcone, davanti alla porta-finestra del salotto ormai vuoto”, è il messaggio rivolto a chi avrebbe dovuto accorgersi della sua presenza. Parole cariche di amarezza, che trasformano la storia di Babouche in un caso più ampio sulla responsabilità verso gli animali degli anziani quando la loro vita cambia improvvisamente.

Il dettaglio dello sgabello blu ha reso la vicenda ancora più toccante. Al sesto giorno, il gatto aveva trascinato vicino alla porta proprio lo sgabello su cui si sedeva ogni mattina mentre la signora B. riceveva assistenza. Sopra erano ancora visibili i graffi delle sue zampe. Un gesto semplice, ma capace di raccontare il tentativo di restare vicino a ciò che conosceva.

Il salvataggio di Babouche e la nuova vita dopo l’attesa

Quando finalmente è stato possibile aprire il balcone, Babouche non è fuggito. Non ha cercato riparo con uno scatto improvviso, né si è nascosto. Ha guardato a lungo la persona che era riuscita a raggiungerlo, stanco e confuso, poi si è lasciato prendere in braccio. Sembrava non avere più la forza di aspettare ancora.

Ora Babouche vive con chi lo ha salvato. In casa è stato portato anche lo sgabello blu, recuperato dall’appartamento della signora B. e rimesso vicino al bagno. La prima notte il gatto ci ha dormito sopra, con le orecchie tese a ogni rumore proveniente dal pianerottolo. Un’abitudine rimasta intatta, come se una parte di lui continuasse ancora a cercare i passi della sua umana.

La storia di Babouche riapre il tema degli animali lasciati indietro quando una persona anziana viene trasferita, ricoverata o non può più occuparsi di loro. In questi passaggi, la gestione degli oggetti e della casa rischia di prendere il sopravvento su presenze vive, abituate a una relazione quotidiana e incapaci di capire un abbandono improvviso.

Babouche si trova adesso al sicuro, accolto in una nuova casa insieme allo sgabello blu che per anni era stato parte della sua routine. La signora B. è stata trasferita in RSA, mentre il gatto non è più sul balcone dell’appartamento svuotato.

Emanuele Larocca

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