I Gatti e il loro mondo

La gatta affoga i suoi giochi nella ciotola dell’acqua e nessuno riesce a capirne il motivo

Ogni giorno una gatta porta topolini, palline e pesci di stoffa nella ciotola dell’acqua, lasciandoli galleggiare senza recuperarli.

Da mesi in casa si ripete la stessa scena. La gatta prende uno dei suoi giochi, lo trasporta con estrema serietà fino alla ciotola dell’acqua e lo lascia cadere dentro. Poi resta a guardarlo per qualche istante, come se stesse controllando il risultato, e se ne va.

Non prova a recuperarlo. Non ci gioca dopo. Non sembra nemmeno particolarmente interessata a ciò che accade una volta completata la sua operazione. Per lei, evidentemente, tutto rientra nella normalità.

Per la sua proprietaria, invece, quella routine è diventata un piccolo mistero domestico. Ogni giorno deve togliere dall’acqua topolini di peluche ormai pesanti, palline rovinate e persino un pesce di stoffa che, dopo settimane di immersioni, ha iniziato ad avere un odore difficile da ignorare.

La gatta che porta i giochi nella ciotola

Il comportamento è costante. La gatta sceglie un oggetto, lo prende in bocca e lo porta verso l’acqua con la concentrazione di chi sta svolgendo un compito preciso. Una volta arrivata alla ciotola, lo deposita dentro e resta a osservare.

Non c’è agitazione, non c’è gioco immediato, non c’è una richiesta di attenzione evidente. Il gesto sembra avere un significato tutto suo, comprensibile solo a lei.

La proprietaria ha cercato diverse spiegazioni. C’è chi parla di istinto di caccia, come se il gioco fosse una preda da depositare in un luogo sicuro. Altri ipotizzano una curiosità verso gli oggetti che galleggiano, oppure un modo per conservare il “bottino”.

Nessuna ipotesi, però, sembra davvero chiudere il caso. La gatta continua a ripetere lo stesso rituale, senza modificare abitudini e senza mostrare alcun dubbio.

Due ciotole d’acqua per una sola gatta

La conseguenza più pratica riguarda l’acqua. Dopo il passaggio dei giochi, la ciotola resta piena di pelucchi, residui di stoffa e piccoli frammenti lasciati dagli oggetti bagnati.

Il dettaglio più paradossale è che la gatta, dopo aver trasformato la ciotola in una specie di deposito per giocattoli, non beve nemmeno da lì. Così in casa è stata trovata una soluzione: una ciotola per lei e una per i suoi giochi.

La prima resta pulita e disponibile per bere. La seconda è ormai diventata il luogo ufficiale delle sue strane immersioni quotidiane.

Il motivo resta sconosciuto, ma la routine è stata accettata. In fondo, vivere con un gatto significa anche fare spazio a comportamenti difficili da spiegare, purché non creino pericoli.

Questa gatta ha scelto il suo rito: prendere i giochi, portarli all’acqua e lasciarli galleggiare. E in casa, ormai, nessuno prova più davvero a convincerla che non sia necessario.

Emanuele Larocca

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