Un uomo senza esperienza con animali ha accolto due Pitbull in stallo temporaneo e ha deciso di adottarle entrambe.
Aveva 34 anni e non aveva mai avuto un animale, nemmeno un pesce rosso. Dopo la fine di una relazione, il suo appartamento era diventato troppo silenzioso. La terapeuta gli aveva suggerito di prendersi cura di qualcosa di vivo. Lui aveva pensato a una pianta, forse a qualcosa di semplice da gestire.
Poi è arrivato il messaggio di una collega. Due cucciole di Pitbull blu-grigie, Luna e Nova, avevano bisogno di uno stallo urgente. Avevano nove settimane, il rifugio era pieno e una malattia respiratoria stava circolando tra gli animali. I cuccioli sani dovevano uscire il prima possibile.
La richiesta sembrava limitata: due settimane, nessun impegno definitivo, solo tenerle al sicuro fino alla sistemazione successiva. Lui ha accettato con un piano molto chiaro. Le avrebbe nutrite agli orari giusti, tenute in casa, sistemate sul divano e poi lasciate andare. Senza affezionarsi.
Quel piano è durato pochissimo.
Luna e Nova arrivano in stallo e cambiano la casa
Il primo giorno Nova si è arrampicata sul petto del nuovo affidatario, ha sospirato e si è addormentata con la testa sotto il suo mento. Una cucciola piccola, compatta, convinta di avere già trovato il proprio posto. Il terzo giorno Luna aveva già scoperto come rubare il telecomando, chiarendo subito che la casa non sarebbe più rimasta ordinata come prima.
In pochi giorni, l’appartamento silenzioso si è riempito di giochi, rumori, passi veloci e piccoli disastri. Le due sorelle dormivano una accanto all’altra, spesso direttamente addosso all’uomo che avrebbe dovuto ospitarle solo per un periodo limitato. Al mattino le trovava impilate sul suo petto, calde e pesanti, mentre russavano seguendo il ritmo del suo respiro.
Al quinto giorno ha comprato una cuccia ortopedica da 70 euro. Luna e Nova l’hanno annusata appena, poi sono tornate sul suo petto, scegliendo ancora una volta il contatto diretto al posto di qualsiasi sistemazione più comoda.
Il foster fail con due Pitbull di nove settimane
Con il passare dei giorni, il carattere delle due cucciole è diventato sempre più evidente. Luna cercava il contatto in modo continuo. Se le carezze si interrompevano, si avvicinava strisciando e si appoggiava con tutto il corpo, come se volesse assicurarsi che quella presenza non sparisse.
Nova, invece, aveva sviluppato un’abitudine particolare: portava al suo affidatario gli oggetti che riteneva importanti. Calzini, telecomando, perfino il portafoglio. Li lasciava sul suo petto come se avesse appena concluso una missione.
Quello che doveva essere uno stallo di emergenza è diventato rapidamente una convivenza vera. L’uomo, che all’inizio non aveva alcuna esperienza con animali domestici, ha scoperto una quotidianità fatta di orari, attenzioni, responsabilità e affetto immediato.
Alla scadenza delle due settimane è arrivata la telefonata della coordinatrice del rescue. C’era una buona notizia: per Nova era stato trovato un adottante. Per Luna, più tranquilla, sarebbe servito ancora un po’ di tempo.
La risposta è arrivata senza esitazione: “No”.
La coordinatrice ha chiesto se intendesse rifiutare l’adozione. Lui ha chiarito subito: le due sorelle non sarebbero state separate. Le avrebbe adottate entrambe.
Dall’altra parte della telefonata c’è stato un momento di silenzio. La coordinatrice gli ha ricordato che non aveva mai avuto un animale prima. Lui ha guardato la casa: giochi ovunque, due cucciole addormentate sul petto, una cuccia costosa inutilizzata. Poi ha confermato la decisione e ha chiesto i documenti.
Quando la terapeuta gli ha domandato come stesse andando con la “piantina”, lui le ha inviato la foto di Luna e Nova addormentate su di lui. La risposta è stata semplice: “…quella non è una pianta.”
No, non lo era. Era qualcosa di molto diverso. E, a quattro mesi da quello che viene definito un “foster fail”, nessuna delle due dorme altrove. Il loro posto resta lo stesso: addosso all’uomo che doveva tenerle solo per due settimane e che, invece, è diventato la loro famiglia.
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