I Cani e il loro mondo

Luna scompare nel gelo per 49 giorni e torna a casa in fin di vita

La pitbull, gravemente denutrita e disidratata, è riuscita a ritrovare la strada di casa prima di affrontare una lunga battaglia per sopravvivere.

Per 49 giorni la sua famiglia ha continuato a cercarla, nonostante il freddo, le settimane trascorse senza notizie e il timore che non fosse riuscita a sopravvivere. Poi, quando la speranza sembrava ormai ridotta al minimo, Luna è ricomparsa vicino casa.

La pitbull avanzava trascinandosi, consumata dalla fame e dalla disidratazione. Era riuscita a ritrovare da sola la strada del ritorno, ma il suo corpo era ormai vicino al collasso.

Tutto era cominciato durante una delle fasi più rigide dell’inverno. Una porta era rimasta aperta per pochi istanti e Luna, abituata a vivere esclusivamente in casa, era uscita senza essere notata. Quando i familiari si accorsero della sua assenza, si misero immediatamente a cercarla.

Anche una bambina della famiglia volle partecipare. Quella notte percorsero il quartiere chiamando ripetutamente il nome del cane, controllando strade, cortili e zone riparate. Le ricerche, però, non portarono ad alcun risultato.

Luna scomparsa nel gelo, le ricerche durate settimane

Luna non conosceva la vita all’aperto. Aveva sempre dormito al caldo, mangiato regolarmente e vissuto circondata dalle persone di casa. Il gelo, la mancanza di acqua e l’assenza di un rifugio rappresentavano per lei pericoli difficili da affrontare.

La famiglia continuò a cercarla anche nei giorni successivi. Vennero distribuiti volantini e furono contattati i vicini, nella speranza che qualcuno l’avesse vista attraversare una strada o nascondersi in una proprietà.

Con il passare delle settimane, aumentavano le domande. Nessuno sapeva dove potesse trovare cibo, in che modo riuscisse a bere o dove trascorresse le notti. Nonostante il silenzio e l’assenza di segnalazioni, le ricerche non furono interrotte.

La svolta arrivò il quarantanovesimo giorno. Una vicina vide un cane ridotto allo stremo che tentava di avvicinarsi all’abitazione. Era Luna.

La pitbull non riusciva più a camminare normalmente. Procedeva strisciando, utilizzando le ultime energie rimaste per raggiungere casa. Le costole erano chiaramente visibili, gli occhi apparivano infossati e il corpo era quasi privo di forze.

Quando la porta si aprì, il cane riconobbe subito i familiari. Provò a emettere un lamento, ma dalla gola uscì soltanto un suono debole.

Il ricovero d’urgenza e una prognosi molto grave

Le prime ore furono decisive. Luna riusciva a bere soltanto piccole quantità d’acqua e non era in grado di alimentarsi. La prolungata denutrizione aveva provocato un’acidosi metabolica, mentre la disidratazione aveva compromesso gravemente le sue condizioni generali.

Nel corso della notte il quadro peggiorò. Il cane non riusciva più a reggersi sulle zampe e rimaneva rannicchiato su una coperta. La famiglia decise quindi di portarlo con urgenza in una struttura veterinaria.

Le vene erano collassate e i medici incontrarono difficoltà persino nel prelevare il sangue. Lo stomaco risultava completamente vuoto, segno che durante le settimane trascorse all’aperto Luna aveva trovato pochissimo cibo.

Il cane venne sistemato in una camera a ossigeno e sottoposto a una terapia endovenosa. Prima della scomparsa pesava quasi 23 chilogrammi. Al momento del ricovero, il peso era sceso a circa 14.

I veterinari furono chiari con la famiglia: le probabilità di sopravvivenza non superavano il 30 per cento.

La temperatura corporea era inoltre molto più bassa rispetto ai valori normali. I medici riuscirono ad alzarla gradualmente, evitando sbalzi che avrebbero potuto aggravare ulteriormente le sue condizioni.

Nei giorni successivi arrivarono i primi segnali incoraggianti. Luna cominciò a bere da sola e, al terzo giorno, riuscì a sollevare la testa. Il giorno seguente si rimise in piedi, anche se per pochi istanti.

L’alimentazione rimaneva il problema principale. Non riuscendo a mangiare autonomamente, il cibo veniva frullato e somministrato con una siringa. I familiari andavano a trovarla quotidianamente, le parlavano e rimanevano accanto a lei durante le cure.

La trasfusione e il lento ritorno alla vita

Al sesto giorno si verificò una nuova emergenza. Il collo di Luna si irrigidì, il battito cardiaco aumentò rapidamente e la respirazione divenne irregolare.

I medici intervennero senza perdere tempo. Venne individuato un donatore e il cane fu sottoposto a una trasfusione di sangue. La procedura permise di stabilizzare i parametri e segnò l’inizio di un miglioramento più concreto.

Poco dopo, Luna tornò a mangiare spontaneamente. Iniziò con piccole quantità, procedendo lentamente, ma senza più rifiutare il cibo.

Le forze aumentarono giorno dopo giorno. Il cane poté lasciare la camera a ossigeno e affrontare brevi passeggiate assistite. Nonostante le ferite e le fasciature, reagiva quando sentiva pronunciare il proprio nome. Anche la coda tornò a muoversi.

Le conseguenze delle settimane trascorse al freddo erano comunque pesanti. Luna aveva riportato congelamenti, ipotermia e diverse lesioni aperte. Le ferite iniziarono a rimarginarsi con gradualità, mentre gli esami del sangue mostrarono valori sempre migliori.

Quando le condizioni divennero finalmente stabili, i veterinari comunicarono alla famiglia: “Può tornare a casa.”

Il recupero seguito giorno dopo giorno

Una volta rientrata, Luna proseguì le terapie. I farmaci venivano somministrati agli orari stabiliti, le ferite erano controllate con attenzione e le visite veterinarie continuarono regolarmente.

Al venticinquesimo giorno il cane aveva ricominciato a cercare il contatto con i familiari. Gli occhi apparivano più vigili e la pitbull tornava ad accogliere le persone vicino alla porta.

Quattro giorni dopo riprese a giocare. Al trentesimo giorno riusciva a riposare tranquillamente al sole, mentre il peso aumentava e il fisico recuperava progressivamente.

Le cicatrici rimasero visibili, ma non impedirono a Luna di tornare alle proprie abitudini. Al trentacinquesimo giorno sistemava la cuccia con le zampe e il muso, comportandosi nuovamente come prima della scomparsa.

La visita effettuata al cinquantesimo giorno confermò il completo recupero.

Oggi Luna mangia regolarmente, gioca, corre quando sente chiamare il proprio nome e trascorre il tempo sul divano insieme alla famiglia. Il cane che era riuscito a tornare a casa trascinandosi dopo 49 giorni nel gelo ha superato anche la fase più difficile delle cure.

Lorenzo Costantino

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