I Cani e il loro mondo

Flocon ha 17 anni e cerca ancora la sua mano ogni volta che parlano di addio

Il cane è cieco e quasi sordo. La proprietaria continua a valutarne ogni giorno la qualità di vita, senza ignorare la sofferenza.

Per cinque volte il veterinario ha affrontato con lei il momento più difficile.

Per cinque volte Flocon ha sollevato il muso cieco e ha cercato la sua mano proprio mentre nella stanza si parlava della possibilità di lasciarlo andare.

E per cinque volte la risposta è stata no.

Non per negare l’età del cane. Non per fingere che il suo corpo fosse ancora quello di un tempo. Flocon ha 17 anni, non vede più e sente appena. Cammina con fatica e, quando attraversa il corridoio, le zampe possono incrociarsi fino a fargli perdere l’equilibrio contro il muro.

In quei momenti resta immobile, disorientato, aspettando che una mano conosciuta lo raggiunga.

Flocon e la prima volta in cui si è parlato dell’ultima scelta

Il primo confronto con il veterinario risale a circa 18 mesi fa.

Le condizioni di Flocon avevano iniziato a peggiorare e il medico aveva scelto parole prudenti: “Bisogna cominciare a prendere in considerazione…”

Prima che la frase fosse conclusa, il cane aveva alzato la testa.

Non poteva seguire la voce né riconoscere ciò che stava accadendo attraverso lo sguardo. Aveva però cercato nell’aria l’odore della proprietaria, fino a trovare il suo palmo e a premergli contro la punta del naso.

Quel contatto aveva interrotto ogni decisione.

La donna aveva risposto che non era ancora il momento.

La stessa domanda è tornata altre quattro volte. Dopo una caduta che aveva lasciato Flocon tremante. Durante un periodo in cui mangiava pochissimo. Nelle notti in cui camminava in cerchio nel salotto, incapace di orientarsi in una casa conosciuta da anni.

Ogni episodio riapriva lo stesso dubbio: continuare ad assisterlo significava rispettare la sua volontà di vivere oppure rimandare una scelta necessaria?

Il muso cieco che torna a cercare il palmo

La proprietaria non nasconde la paura di sbagliare.

Osserva l’appetito, il sonno, la capacità di muoversi e la presenza di dolore. Controlla se il cane riesce ancora a rilassarsi, a riconoscere gli odori familiari e a trovare conforto nel contatto.

Ogni volta che Flocon cerca la sua mano, il gesto assume un significato preciso.

Il muso arriva lentamente, sfiora le dita e resta fermo sul palmo. È un contatto fragile, ma ancora volontario. Per la donna rappresenta il segnale che il cane continua a cercarla e a riconoscere nella sua presenza un luogo sicuro.

Non basta, da solo, a stabilire quale sia la decisione giusta. Ma è uno degli elementi che lei continua a considerare insieme alle valutazioni veterinarie.

Anche questa mattina Flocon è riuscito a raggiungere la propria cuccia senza essere sollevato. Ha appoggiato prima una zampa, poi l’altra, muovendosi con lentezza fino a sistemarsi sul fondo.

Quando la proprietaria si è seduta accanto a lui, il cane ha cercato ancora la sua mano e si è addormentato con il muso appoggiato alle dita.

Una decisione valutata giorno dopo giorno

La donna sa che il momento dell’addio potrebbe arrivare.

Non esclude la scelta e non considera ogni giorno guadagnato come una vittoria a qualunque costo. Dice di essere pronta a trasformare il proprio rifiuto in un consenso quando la sofferenza di Flocon supererà i momenti in cui riesce ancora a mangiare, riposare e cercare il contatto.

Per ora continua ad assisterlo, adattando la casa alle sue difficoltà e restando vicina quando si perde nel corridoio o si sveglia disorientato.

La qualità di vita di un animale anziano deve essere valutata con il veterinario, considerando dolore, mobilità, alimentazione, respirazione, igiene e capacità di trovare ancora momenti di benessere.

Nel caso di Flocon, la proprietaria continua a osservare quei segnali ogni giorno.

Oggi il cane respira piano nella sua cuccia. Il suo corpo è stanco, ma il muso cerca ancora una mano conosciuta. E lei continua a restare abbastanza vicina perché possa trovarla.

Lorenzo Costantino

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