La labradoodle che accompagna un’insegnante cieca avrebbe riportato ustioni chimiche. All’aggressione hanno assistito trentotto bambini.
Erano le 11.47 quando Avoine stava rientrando dalla ricreazione insieme alla sua proprietaria, un’insegnante cieca che lavora da nove anni in una classe di CE1.
Secondo il racconto di un’ATSEM presente nel cortile, un genitore avrebbe versato della candeggina sulla schiena della cagna guida davanti a trentotto alunni. L’animale non ha abbaiato. Ha arretrato di un passo, irrigidendo il corpo mentre il liquido penetrava nel pelo chiaro.
Nel cortile è calato immediatamente il silenzio.
L’assistente scolastica ha afferrato Avoine dall’imbracatura e l’ha portata sotto l’acqua fredda del lavandino esterno. Il risciacquo è proseguito per diciotto minuti, mentre la cagna continuava a cercare con il muso la sua proprietaria.
Avoine è una labradoodle di sei anni dal mantello biondo ramato. Ogni mattina accompagna la docente tra il cancello, i corridoi e l’aula, mantenendo il passo anche in mezzo agli zaini e al movimento dei bambini.
Conosce i rumori della scuola e le abitudini della classe. Nel mese di marzo, secondo quanto riferito dall’ATSEM, aveva richiamato l’attenzione dell’insegnante durante la crisi di un alunno, immobilizzandosi e conducendola verso il bambino.
La sua presenza era diventata familiare anche per gli studenti. Soltanto il giorno precedente, Camille, figlia del genitore indicato nel racconto, aveva detto alla docente:
« Maestra, ti voglio bene perché mi guardi con la mano. »
Dopo il contatto con la sostanza, Avoine è stata trasferita in una clinica veterinaria. I medici avrebbero riscontrato ustioni chimiche e manifestato particolare preoccupazione per le condizioni dell’occhio destro.
A mezzogiorno la docente ha dovuto attraversare il corridoio senza Avoine. Nel pomeriggio è rimasta in classe con l’imbracatura della cagna appoggiata sulle ginocchia, mentre la direttrice prendeva temporaneamente il suo posto durante la lezione.
Sul tessuto era ancora visibile il nome dell’animale:
AVOINE.
L’insegnante ha continuato a passare le dita sulla scritta, mentre gli alunni sono rimasti insolitamente silenziosi. Camille avrebbe pianto senza parlare.
L’aggressione non ha colpito soltanto l’animale, ma ha interrotto anche il lavoro quotidiano della docente, che dipende dalla cagna guida per muoversi in sicurezza all’interno e all’esterno dell’edificio.
Le cure veterinarie dovranno stabilire l’entità delle lesioni e i tempi necessari per il recupero. Resta da chiarire anche se Avoine potrà tornare a svolgere normalmente il proprio compito accanto all’insegnante.
La scena è avvenuta davanti a decine di bambini, che hanno assistito al soccorso e alla successiva assenza della cagna dall’aula.
Secondo l’ATSEM, anche dopo essere stata colpita Avoine non ha mostrato aggressività. Ha continuato invece a cercare la sua proprietaria, mantenendo il comportamento per il quale era stata addestrata.
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