I Cani e il loro mondo

L’operatrice scopre Brutus in un rifugio e lo riporta dalla sua anziana proprietaria

Il chihuahua era stato abbandonato dal figlio della donna. Un’operatrice della RSA lo ha adottato e ha organizzato il ricongiungimento.

Per settimane, nella stanza della signora Henriette, una domanda è tornata quasi ogni giorno con le stesse parole:

“E il mio Brutus, come sta da mio figlio?”

L’operatrice della RSA le rispondeva che il cane mangiava, riposava al caldo e continuava a pensare a lei. In realtà non sapeva ancora che Brutus, un chihuahua di undici anni, non si trovava affatto nell’abitazione del figlio della donna.

Era stato portato in un rifugio.

La verità è emersa dopo quarantasette domande e altrettante rassicurazioni. Al termine del turno, l’operatrice ha raggiunto la struttura in cui l’animale era stato lasciato con una coperta e il libretto sanitario.

Brutus abbandonato dopo il ricovero di Henriette

Sul comodino della signora Henriette c’erano quattro fotografie: il matrimonio, i nipoti, una casa circondata dai roseti e Brutus, ritratto in piedi su un plaid blu.

La cornice con la foto del cane era stata sostituita proprio dall’operatrice, dopo che quella precedente si era rovinata. Ogni mattina l’anziana donna la sfiorava con le dita e chiedeva notizie dell’animale.

Prima del ricovero, il figlio aveva assicurato che si sarebbe occupato di lui. Per questo la donna era convinta che Brutus fosse al sicuro.

“Mangia bene? Dorme vicino al termosifone? Non piange troppo?”, domandava.

Le risposte erano sempre rassicuranti, fino alla scoperta dell’abbandono.

L’incontro nel box e la decisione di adottarlo

Nel rifugio, Brutus era in fondo a un box, immobile sotto la luce artificiale. Quando l’operatrice ha pronunciato il suo nome, il cane ha sollevato lentamente la testa.

“Brutus.”

L’animale si è avvicinato alla grata e ha riconosciuto l’odore della divisa: lo stesso sapone e la stessa biancheria della RSA in cui viveva la sua proprietaria.

A quel punto ha iniziato a tremare.

L’operatrice ha deciso di compilare i documenti per l’adozione. Non aveva programmato di accogliere un cane, ma quella sera è tornata a casa con Brutus sul sedile del passeggero, avvolto in un asciugamano.

Il ritorno nella stanza della signora Henriette

Il giorno successivo, l’operatrice è entrata nella stanza con il chihuahua tra le braccia.

La signora Henriette è rimasta inizialmente in silenzio. Poi ha sollevato le mani verso il cane. Brutus ha riconosciuto la sua voce prima ancora di sentir pronunciare il proprio nome e si è stretto al collo della donna, sotto il mento.

Era la stessa posizione immortalata nella fotografia conservata sul comodino.

Da quel momento Brutus vive con l’operatrice, ma viene accompagnato regolarmente nella RSA. Percorre lentamente il corridoio e accelera soltanto quando riconosce la stanza della sua proprietaria.

La signora Henriette non domanda più come stia il cane a casa del figlio. Ora può tenerlo sulle ginocchia e guardarlo dormire.

Emanuele Larocca

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