Il cane era stato portato alla veglia per rispettare una promessa. Dopo essere stato trascinato fuori ha riportato una costola fratturata.
Ourson era sdraiato davanti alla bara, con il muso appoggiato tra le zampe, quando una parente lo avrebbe afferrato per il collare e trascinato fuori dalla camera ardente.
Il labrador color cioccolato, undici anni, era stato accompagnato alla veglia funebre per volontà del suo proprietario, Patrick, morto pochi giorni prima dopo una caduta nel giardino di casa.
Secondo il racconto del nipote, l’uomo gli aveva chiesto sei mesi prima di portare il cane al suo funerale, affinché potesse comprendere la sua assenza.
La sera della morte, il cane era rimasto ai piedi della poltrona di Patrick, sopra una coperta patchwork. Non dormiva e continuava a guardare la porta, come se aspettasse il rientro del proprietario.
Il nipote lo aveva preso con sé e, nel giorno della veglia, aveva deciso di mantenere la promessa ricevuta.
“Mi prometti una cosa, ragazzo mio. Il giorno in cui toccherà a me, porterai Ourson alla veglia. Perché lui sappia.”
Entrato nella camera ardente, Ourson non aveva abbaiato né tirato il guinzaglio. Si era avvicinato lentamente alla bara e si era sdraiato davanti, nello stesso modo in cui ogni sera riposava vicino alla poltrona di casa.
La sua presenza, però, sarebbe stata giudicata inappropriata da una parente.
La donna avrebbe afferrato Ourson dal collare e tentato di trascinarlo verso l’uscita. Il cane ha cercato di tornare verso la bara, urtando contro una porta a vetri.
Subito dopo è scivolato sulle piastrelle ed è rimasto fermo per ventidue secondi.
Alla scena avrebbe assistito anche Yannis, un bambino di nove anni, che si trovava nella sala accanto con un peluche tra le braccia.
Il labrador è stato quindi portato dal veterinario. Gli accertamenti hanno evidenziato una costola fratturata e una contusione all’anca. Dovrà affrontare circa quattro settimane di cure.
Nonostante le ferite, il cane parteciperà alla cerimonia al cimitero prevista per venerdì.
Indosserà un collare nero fatto incidere dal nipote con la scritta:
“Ourson & Patrick”.
La parente indicata nel racconto non prenderà parte alla cerimonia.
Per la famiglia, la presenza del cane rappresenta il rispetto della volontà espressa da Patrick e del legame costruito con Ourson durante gli anni trascorsi insieme.
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