I Cani e il loro mondo

Cane incatenato per sei giorni a un capanno da caccia, salvato nella foresta

Strike, un beauceron di sei anni, è stato trovato senza acqua né riparo in una zona isolata della riserva demaniale.

Era legato con una catena lunga tre metri ai piedi di un capanno da caccia, nel punto più isolato della foresta. Attorno alle zampe, il terreno era diventato un cerchio di fango, scavato dai continui tentativi di muoversi e liberarsi.

Strike, un beauceron di sei anni, sarebbe rimasto in quelle condizioni per sei giorni, esposto alla pioggia e senza una ciotola d’acqua o un riparo. A trovarlo è stata una guardia forestale durante un controllo lungo un percorso che, secondo la sua testimonianza, viene battuto soltanto una volta ogni dieci giorni.

La scoperta è avvenuta dopo che un ramo caduto aveva costretto la donna a modificare il consueto giro di pattugliamento e a proseguire a piedi per circa quattro chilometri.

Strike trovato incatenato nella foresta demaniale

La guardia forestale ha raccontato di aver sentito un verso debole provenire dalla zona del capanno. Raggiunta la struttura, ha visto il cane accanto alla scala metallica, con il pelo bagnato, le zampe coperte di fango e il corpo visibilmente provato.

Strike non avrebbe mostrato aggressività. Quando la donna si è avvicinata, è arretrato fino a tendere completamente la catena e ha poi abbassato la testa.

Sul terreno era visibile una circonferenza di circa tre metri di raggio, corrispondente alla lunghezza della catena. Il cane avrebbe percorso ripetutamente quello spazio durante i giorni trascorsi nella foresta.

A fissare la catena era un lucchetto apparentemente nuovo, ancora unto. Un particolare che, secondo la forestale, farebbe pensare a un abbandono preparato e alla scelta deliberata di un luogo difficilmente raggiungibile.

Il cane liberato con una cesoia

Prima dell’arrivo dei rinforzi, la donna ha versato nella mano una piccola quantità d’acqua presa dalla borraccia. Strike avrebbe esitato prima di bere, osservando a lungo lei e l’area circostante.

La forestale ha quindi contattato i colleghi, la brigata competente e un rifugio. Nell’attesa è rimasta accanto all’animale, continuando a parlargli per evitare di spaventarlo.

La catena è stata infine tagliata con una cesoia. Una volta libero, il beauceron ha compiuto soltanto tre passi, fermandosi sul margine del cerchio di fango nel quale era rimasto confinato.

Dopo alcuni istanti, si è avvicinato alla donna e ha appoggiato la fronte contro il suo ginocchio.

Il lucchetto conservato tra le prove

Il lucchetto utilizzato per immobilizzare Strike è stato raccolto e conservato in una busta destinata alle prove. Nel racconto non vengono però precisati il luogo dell’intervento, le condizioni veterinarie successive del cane né gli eventuali sviluppi investigativi.

Restano da accertare l’identità della persona che avrebbe condotto il cane fino al capanno e le circostanze dell’abbandono. La posizione isolata della struttura e la presenza di una catena assicurata con un lucchetto potrebbero rappresentare elementi utili per ricostruire l’accaduto.

Francesco Antonicelli

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