La cagnolina viveva da tempo nel rifugio ed era molto spaventata. Una coppia ha deciso di adottarla dopo il primo incontro.
Erano arrivati al rifugio con giochi, premietti e tutto il necessario per accogliere la cagnolina che avevano deciso di adottare. Ma il primo incontro è stato molto diverso da quello che avevano immaginato.
La pitbull era raggomitolata su una piccola cuccia, immobile, con gli occhi chiusi e il corpo teso. Nessuna scodinzolata, nessun tentativo di avvicinarsi.
La volontaria che li accompagnava ha spiegato la situazione con poche parole: «È qui da parecchio… è molto silenziosa, molto spaventata. E siccome è una pitbull, la maggior parte delle persone la supera senza fermarsi.»
Davanti a quella scena, la decisione è arrivata quasi subito.
La coppia si è guardata senza bisogno di discutere ancora. Poi una delle due persone ha pronunciato la frase che avrebbe cambiato la giornata della cagnolina: «La portiamo a casa.»
Anche il viaggio verso la nuova sistemazione è trascorso nel silenzio. La pitbull è rimasta quasi sempre con la testa abbassata, senza manifestare particolare agitazione o entusiasmo.
Ogni tanto, però, sollevava lo sguardo verso la luce che entrava nell’abitacolo, osservando ciò che accadeva fuori.
Una volta arrivata, la cagnolina ha trovato una stanza preparata per lei e una nuova cuccia.
Quella sera si è sistemata in un angolo e si è addormentata, ancora raccolta su se stessa. Per la coppia è stato il primo passo di un percorso che richiederà tempo e pazienza, soprattutto dopo il lungo periodo trascorso nel rifugio.
L’adozione non è nata da un comportamento espansivo o da un incontro immediatamente giocoso. È stata proprio la sua paura, insieme al lungo periodo di permanenza nella struttura, a convincere la coppia a portarla via con sé.
Da quel momento è iniziata una nuova quotidianità, questa volta lontano dal box in cui aveva aspettato per tanto tempo.
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