Gavin, 7 anni, ritrova fiducia grazie a Elmer: il cane trasforma la terapia in gioco

Dopo un grave trauma cranico, Gavin affronta epilessia e difficoltà motorie. L’arrivo di Elmer ha cambiato il suo percorso quotidiano.

«Elmer, il mio cane, ha aiutato Gavin a fare passi avanti enormi».

Per la famiglia Swearingen, il rapporto tra un bambino di 7 anni e un Labrador incrociato con Golden Retriever è diventato parte integrante della quotidianità.

Gavin aveva appena due anni quando cadde da un’altalena riportando un grave trauma cranico. Da allora ha dovuto convivere con conseguenze importanti, tra cui epilessia, diversi ictus e una significativa perdita di funzionalità nella parte sinistra del cervello.

Anche la vista è stata compromessa: sul lato destro il bambino ha perso la visione periferica.

Gavin e l’arrivo di Elmer dopo il trauma cranico

In un primo momento, quando i medici suggerirono alla madre di valutare la presenza di un cane, la proposta venne accolta con scetticismo.

L’idea che un animale potesse incidere concretamente sul percorso di recupero sembrava difficile da immaginare.

Poi, circa due anni fa, nella famiglia è arrivato Elmer.

Da quel momento, secondo quanto raccontato dalla madre, molte attività che fino ad allora venivano vissute dal bambino come esercizi terapeutici hanno assunto un significato diverso.

La terapia diventa un momento di gioco

Uno degli esempi riguarda gli esercizi con la palla.

Durante le sedute tradizionali, Gavin tendeva a perdere rapidamente interesse. Con Elmer, invece, il gesto di prendere e lanciare una palla è diventato un gioco capace di coinvolgerlo più a lungo.

La presenza del cane viene utilizzata anche nei normali spostamenti.

Elmer cammina abitualmente alla destra del bambino, il lato sul quale Gavin presenta maggiori difficoltà visive, offrendo così un riferimento costante durante il movimento.

Il legame tra Gavin ed Elmer

Con il passare del tempo, il cane è diventato molto più di una semplice presenza domestica.

Per la famiglia Swearingen, Elmer ha contribuito a rendere alcune attività quotidiane meno pesanti e più naturali, aiutando Gavin a partecipare con maggiore interesse.

Il cambiamento più evidente, raccontano i familiari, riguarda anche il suo atteggiamento.

Tra esercizi trasformati in gioco e una compagnia sempre presente, Gavin ha ritrovato progressivamente maggiore serenità nella vita di tutti i giorni.

claudia de napoli

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