I Cani e il loro mondo

L’ultimo viaggio di Mace: il cane malato di cancro saluta la famiglia con un giro in auto

Prima dell’eutanasia, il proprietario ha voluto regalare a Mace un’ultima passeggiata e un giro in macchina, una delle sue abitudini preferite.

Per Mace, un cane malato di cancro e ormai provato dalla sofferenza, l’ultimo giorno è stato trascorso accanto alla persona che gli era stata vicina per tutta la vita.

Prima dell’eutanasia, il proprietario ha deciso di accompagnarlo in una breve passeggiata e poi in auto, scegliendo di condividere con lui ancora una volta uno dei momenti che il cane aveva sempre amato.

L’ultimo viaggio prima dell’addio

La malattia era arrivata a un punto in cui le condizioni di Mace non permettevano più di garantirgli una buona qualità di vita.

Da qui la decisione più difficile: interrompere le sofferenze.

Prima di quel momento, però, il proprietario ha voluto dedicargli del tempo lontano da visite e cure, soltanto insieme.

Nel suo messaggio di addio ha scritto:

«Con il cuore spezzato e l’anima piena di dolore, ho detto addio al miglior amico a quattro zampe che abbia mai avuto, LA MACE. Il mio maceolove, il mio amico fedele, stava lottando contro il cancro e soffriva tanto. Ho dovuto accettare il sacrificio, affinché smettesse di soffrire… ma non prima di regalargli un ultimo giro in macchina, come piaceva a lui, e un momento solo per noi due.

L’ho ringraziato per essere stato così nobile, leale e amorevole con me e la mia famiglia. Sei stato il miglior cane che abbia mai avuto…
IL MIO MACE! IL MIO MACERMOSO! NON TI DIMENTICHERÒ MAI, AMICO MIO.»

Il saluto della famiglia a Mace

Il giro in macchina è diventato così l’ultimo momento condiviso prima dell’addio.

Per la famiglia, Mace era stato una presenza costante, legata alla quotidianità e a molti anni trascorsi insieme.

La decisione di accompagnarlo fino alla fine è arrivata quando il dolore provocato dalla malattia era ormai diventato troppo importante.

Il suo ultimo viaggio non è stato quindi una semplice uscita, ma il modo scelto dalla famiglia per salutarlo nel luogo e nel modo che gli erano più familiari.

Francesco Antonicelli

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