Durante una tempesta di neve, una gatta ha trasportato cinque cuccioli fino a una casa, tornando ogni volta nella bufera.
Erano circa le tre del mattino quando una coppia sentì dei rumori provenire dalla porta di casa. Fuori infuriava una tempesta di neve, con temperature scese fino a -19 °C e forti raffiche di vento.
Quando aprirono, davanti a loro trovarono una piccola gatta arancione in condizioni preoccupanti. Era bagnata, infreddolita e aveva le zampe segnate dal ghiaccio. Tra i denti teneva un gattino ancora vivo.
La coppia prese immediatamente il piccolo e lo portò al riparo. La gatta, però, non rimase in casa. Si voltò e scomparve nuovamente nella neve.
Poco dopo ricomparve davanti alla stessa porta. Aveva con sé un secondo gattino.
Anche questa volta, una volta consegnato il piccolo, tornò fuori. La scena si ripeté ancora. E poi ancora.
A ogni viaggio appariva più stanca e provata dal freddo, ma continuava a percorrere il tragitto nella tormenta per recuperare i suoi cuccioli uno alla volta.
In totale tornò alla casa cinque volte.
L’ultimo viaggio fu quello più difficile. La gatta riusciva ormai a muoversi con grande fatica e, dopo aver portato al sicuro anche l’ultimo piccolo, crollò sulla soglia.
Le tracce lasciate nella neve avrebbero mostrato un percorso complessivo particolarmente impegnativo: secondo il racconto, la madre aveva coperto circa tre chilometri per raggiungere il punto in cui si trovavano i cuccioli e portarli progressivamente verso la casa.
La gatta venne portata dal veterinario. Le sue condizioni erano serie: presentava una grave ipotermia, lesioni alle zampe e conseguenze provocate dal congelamento.
Era arrivata al limite delle proprie forze.
I cinque gattini, invece, erano riusciti a sopravvivere alla notte e alle temperature estreme grazie ai ripetuti trasferimenti compiuti dalla madre.
Il giorno successivo la coppia decise di seguire le impronte rimaste sulla neve per capire da dove provenisse l’animale.
Il percorso conduceva a un vecchio fienile parzialmente crollato. Era lì che la gatta aveva partorito e tenuto inizialmente i suoi piccoli.
Con il peggioramento del maltempo e l’accumulo della neve, quel riparo non era più sicuro.
Durante la notte, la gatta avrebbe quindi individuato una luce proveniente dalla casa e iniziato a trasportare i cuccioli verso quel punto, affrontando più volte vento, neve e temperature sottozero.
Uno alla volta riuscì a portarli tutti al riparo.
Dopo essere stata curata, anche la madre si riprese. La coppia decise quindi di adottarla e le diede un nome legato proprio a quella notte: Cinque, come il numero dei cuccioli che aveva trasportato attraverso la tormenta.
Da allora, secondo il racconto, la luce esterna di quella casa viene lasciata accesa anche durante la notte, la stessa che avrebbe guidato la gatta fino alla porta mentre cercava un luogo sicuro per i suoi piccoli.
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