Aveva appena 11 mesi e stava già cercando la sua terza casa. Il suo proprietario lo aveva riportato al rifugio, esasperato da alcuni comportamenti difficili da gestire. Ma per una donna che lo aveva conosciuto pochi giorni prima, quel giovane dalmata non era affatto un cane “impossibile”.
Tutto era iniziato un venerdì, sotto la pioggia. Il cane era comparso vicino ai bidoni della spazzatura della sua abitazione. Quando la donna era uscita sul portico, lui le era corso incontro e si era seduto ai suoi piedi.
Aveva un collare, ma nessuna targhetta. Dopo averlo legato temporaneamente al portico, la donna era rientrata in casa per preparare un cartello e cercare il proprietario. Poco dopo aveva sentito dei colpi contro la porta zanzariera: il cane aveva rotto il collare pur di seguirla.
Quel giorno aveva giocato tranquillamente con Toby e Megan, i due cani di casa.
In serata era stato rintracciato il proprietario, che lo chiamava Spots. L’uomo aveva raccontato le difficoltà incontrate con lui: scappava dal guinzaglio, si sporcava e combinava guai.
La donna aveva provato a offrire il proprio aiuto, anche attraverso alcuni video sull’addestramento. Pochi giorni più tardi, però, aveva scoperto che Spots era stato riportato al canile.
Da quel momento aveva deciso di fare il possibile per tirarlo fuori.
Dopo diverse telefonate e problemi con i documenti dell’adozione, il venerdì successivo era finalmente riuscita a incontrarlo.
Quando il cane l’ha vista nella sala incontri del rifugio, la reazione è stata immediata. Ha emesso un grido, le è corso incontro e ha affondato il muso nel suo collo.
Si ricordava di lei.
Poi è arrivato un altro momento sorprendente. Chiamato con il nome “Spots”, il cane non aveva reagito. Ma quando la donna aveva pronunciato «Casey, vieni», il nome utilizzato con lui durante quei pochi giorni trascorsi insieme, si era girato immediatamente, era corso verso di lei e si era seduto ai suoi piedi.
Da quel giorno Spots è diventato definitivamente Casey ed è entrato nella sua nuova famiglia.
Per nove anni ha vissuto insieme a Toby e Megan, costruendo in particolare un rapporto speciale con Toby. Ogni sera i due avevano una loro abitudine: ululavano insieme.
Quando Casey è morto a causa di un tumore al cervello, a nove anni, quella routine si è interrotta. Toby non ha più ululato.
Era stato il cane riportato indietro, quello considerato difficile e già alla ricerca dell’ennesima famiglia. Ma nella casa che aveva scelto quasi da solo, correndo sotto la pioggia e rompendo un collare pur di seguire qualcuno, Casey ha trovato il posto in cui sarebbe rimasto per il resto della sua vita.
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