Quando Ditta è stato salvato dalla guerra in Ucraina, fidarsi delle persone sembrava impossibile. Aveva conosciuto la strada, la solitudine e una paura così profonda da rendere difficile persino lasciarsi avvicinare.
A spaventarlo erano soprattutto gli uomini. Una mano tesa verso di lui poteva essere interpretata come una minaccia, mentre l’avvicinarsi di una persona poteva bastare per farlo scappare.
Poi nella sua vita è arrivata una coppia che ha scelto di non forzare nulla.
Nessuna fretta, nessuna costrizione. Soltanto tempo e pazienza.
Giorno dopo giorno, Ditta ha iniziato a scoprire qualcosa che fino ad allora sembrava non conoscere: una mano poteva servire per accarezzarlo, una voce poteva tranquillizzarlo e una porta che si apriva non doveva necessariamente significare pericolo.
Il cambiamento è stato lento, ma evidente.
Proprio il ragazzo di cui inizialmente aveva più paura è diventato la persona alla quale Ditta si è legato maggiormente. Oggi lo aspetta quando torna dal lavoro, lo accoglie con entusiasmo e cerca continuamente la sua presenza.
La stessa emozione che un tempo nasceva dalla paura ora accompagna il momento in cui lo vede rientrare.
La storia di Ditta racconta soprattutto quanto possa essere importante rispettare i tempi di un animale che ha vissuto esperienze difficili. La coppia non gli ha chiesto di dimenticare ciò che aveva attraversato, ma gli ha dato la possibilità di conoscere una quotidianità diversa.
Ditta porta ancora con sé la propria storia. Ma accanto a quelle persone ha imparato, poco alla volta, che non ogni incontro deve essere temuto e che esiste anche un posto nel quale può finalmente sentirsi al sicuro.
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