La celebre tigressa di Pench morì nel 2022 a 16 anni dopo aver segnato per oltre un decennio la storia della riserva indiana.
Per anni era stata una presenza quasi familiare nella foresta di Pench, nel Madhya Pradesh. Fotografata, osservata, studiata e riconosciuta da naturalisti e visitatori, Collarwali era diventata una delle tigri più note dell’India.
Morì nel gennaio 2022, all’età di 16 anni, dopo una lunga vita trascorsa nella riserva. Il dato che più di ogni altro racconta la sua importanza è quello legato alla riproduzione: 29 cuccioli nati in otto cucciolate, 25 dei quali arrivati all’età adulta.
Il nome Collarwali significa letteralmente “colei che porta il collare”. Fu infatti la prima tigressa del Parco nazionale di Pench a essere dotata di un radiocollare.
Lo strumento consentì ai ricercatori di seguirne gli spostamenti e studiarne per anni abitudini e comportamento. Con il tempo, però, la tigressa smise di essere soltanto un animale monitorato per fini scientifici.
La sua presenza divenne un punto di riferimento per guardiaparco e appassionati. Era conosciuta per il comportamento tranquillo e per la capacità di muoversi anche nelle vicinanze dei veicoli turistici senza mostrare particolare aggressività.
Il ruolo di Collarwali fu particolarmente importante anche per la crescita della popolazione di tigri dell’area.
Le sue numerose cucciolate contribuirono in modo significativo alla presenza dei grandi felini nella riserva, trasformandola in una delle madri più prolifiche documentate nella regione.
La tigressa comparve anche nel documentario della BBC Spy in the Jungle, aumentando ulteriormente la sua notorietà fuori dall’India.
Il suo lignaggio continua ancora oggi attraverso i discendenti che vivono nelle foreste di Pench, territorio legato nell’immaginario anche alle ambientazioni che ispirarono Il libro della giungla di Rudyard Kipling.
Quando Collarwali morì, la notizia colpì profondamente la comunità locale.
Il suo corpo venne accompagnato verso la cremazione con una cerimonia alla quale parteciparono guardiaparco, abitanti dei villaggi e persone che nel corso degli anni avevano imparato a conoscerla.
La tigressa fu deposta su una pira adornata con ghirlande di fiori. Un saluto insolito per un animale selvatico, ma indicativo del posto che Collarwali aveva conquistato nella storia della riserva e nella memoria di chi aveva vissuto per anni accanto al suo territorio.
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