I Cani e il loro mondo

Gatta di 25 anni scomparsa da otto mesi ritrova la sua famiglia grazie al microchip

Era magrissima e stremata quando è stata trovata. Il microchip ha permesso di rintracciare i proprietari che la cercavano da mesi.

Quando è comparsa davanti a una casa, quasi nessuno avrebbe immaginato da quanto tempo fosse lontana dalla sua famiglia. La gatta aveva 25 anni, era molto magra, affaticata e con il pelo segnato da mesi trascorsi all’aperto.

Chi l’ha trovata le ha offerto subito un riparo, una coperta e del cibo facile da mangiare. L’animale, troppo debole per opporsi, si è lasciato avvicinare e accudire.

Poi è arrivata la scoperta che ha cambiato tutto.

Grazie al microchip si è scoperto che la gatta risultava scomparsa da oltre otto mesi.

Il microchip riapre una speranza ormai quasi perduta

I proprietari l’avevano cercata a lungo, distribuendo segnalazioni, avvertendo il vicinato e pubblicando appelli. Con il passare dei mesi, però, le possibilità di ritrovarla si erano fatte sempre più remote.

Anche per questo la telefonata ricevuta dopo la lettura del microchip è stata difficile da credere.

La gatta era viva.

Le sue condizioni erano molto precarie e l’età avanzata rendeva ancora più sorprendente il fatto che fosse riuscita a sopravvivere così a lungo lontano da casa.

Non è stato possibile ricostruire dove abbia trascorso quegli otto mesi né come sia riuscita a procurarsi cibo e riparo. Quando è stata trovata, però, appariva evidentemente provata.

Il ritorno a casa dopo otto mesi

L’incontro con la famiglia è avvenuto mentre la gatta riposava in un piccolo cesto. Secondo il racconto, appena ha percepito la presenza dei suoi umani ha reagito immediatamente, allungando una zampa verso di loro.

Un gesto che la famiglia ha interpretato come un riconoscimento, nonostante il lungo periodo trascorso lontano.

La gatta è stata quindi riportata a casa.

A 25 anni non ha più l’energia di un tempo. Non corre e non salta come in passato e ha bisogno di riposo e attenzioni continue. Ma dopo mesi trascorsi all’aperto può finalmente dormire in un luogo caldo e familiare.

Il ritrovamento ha restituito ai suoi proprietari una compagna che ormai temevano di non rivedere più. E ancora una volta è stato il microchip a rendere possibile il ricongiungimento.

Francesco Antonicelli

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