Tre cuccioli sono morti per il caldo. Il quarto, dato per spacciato, è sopravvissuto ed è stato adottato da una volontaria.
Un sacco di juta legato e abbandonato dietro una panchina, in una zona isolata del Parco Sempione di Milano. Dentro c’erano quattro cuccioli. Quando il guardiano del parco li ha trovati, in una mattina di agosto con 38 gradi, per tre di loro non c’era più nulla da fare.
Il quarto respirava ancora, ma appena. Aveva la bocca aperta, gli occhi chiusi e accanto a sé il corpo di uno dei fratelli.
È stato affidato alle cure di un veterinario intorno alle undici del mattino. Le sue condizioni erano talmente gravi che ai volontari è stato detto subito di non aspettarsi troppo: con ogni probabilità non avrebbe superato la notte.
Tra le persone presenti c’era Giovanna, una volontaria che quella sera non è riuscita ad andare via.
È rimasta in clinica fino alle quattro del mattino, seduta fuori dalla porta della terapia intensiva, mentre il cucciolo lottava per sopravvivere.
La prima notte è passata.
Poi anche la seconda.
Contro le previsioni iniziali, il piccolo ha continuato a reagire alle cure fino a superare la fase più critica.
I volontari gli hanno dato un nome legato al mese in cui era stato trovato: Agosto.
Dopo il ricovero, per lui non c’è stato un ritorno al rifugio. Giovanna ha deciso di tenerlo con sé e non lo ha più riportato indietro.
Dei quattro cuccioli chiusi nel sacco al Parco Sempione, Agosto è stato l’unico a sopravvivere.
I responsabili dell’abbandono non sono stati identificati.
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