Per tutto il fine settimana l’ha vista spegnersi lentamente. L’eutanasia a domicilio era disponibile solo dal lunedì mattina.
Aveva 18 anni e una malattia renale.
La sua umana sapeva che il momento del saluto si stava avvicinando, ma il fine settimana si è trasformato in qualcosa di molto più doloroso di quanto avesse immaginato.
La gatta ha iniziato a peggiorare lentamente, mentre il veterinario che offriva il servizio di eutanasia a domicilio poteva intervenire soltanto il lunedì mattina.
Così, per ore, la donna è rimasta accanto a lei senza riuscire ad alleviare davvero quella sofferenza.
Quando lunedì è arrivato il momento dell’addio, la gatta se n’è andata dopo 18 anni di vita condivisa.
Il dolore, racconta la sua umana, non è stato soltanto quello della perdita. A pesare ancora di più è stato aver assistito alla lenta agonia senza poter fare nulla per fermarla.
Per questo ha voluto lasciare un messaggio a chi pensa di aspettare che il proprio animale muoia “naturalmente”: valutare con attenzione quella scelta, soprattutto quando la sofferenza diventa evidente.
Oggi resta un vuoto enorme.
La donna racconta di sentire la mancanza della sua piccola in ogni momento e si aggrappa anche alla convinzione che il legame costruito in 18 anni non sia destinato a scomparire del tutto.
La certezza concreta, però, è una sola: lunedì ha salutato la compagna che era stata al suo fianco per quasi due decenni.
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