Tremava, cadeva e faticava a stare in piedi. Poi una ragazza intervenne prima che per quel gattino fosse troppo tardi.
Era arrivato al rifugio dentro una scatola, magro e quasi adulto. La donna che lo aveva portato lì sosteneva che «c’era qualcosa che non andava in quel gatto».
Quando un’addetta lo posò sul bancone, fu subito evidente che aveva difficoltà nei movimenti. La testa oscillava, le zampe scivolavano e il gattino faticava a restare in piedi.
Secondo il racconto, al rifugio venne definito “inadottabile” e fu prospettata la soppressione.
A quel punto intervenne una ragazza che si trovava lì con un’amica.
«La prego, me lo dia. Mia madre sarà molto arrabbiata per dieci minuti, ma poi basta», disse alla donna.
Quel gattino uscì così dal rifugio e arrivò nella sua nuova casa. Lo chiamarono Ludicrous.
Successivamente si scoprì che soffriva di ipoplasia cerebellare, una condizione che spiegava i problemi di equilibrio e coordinazione. Con il tempo la sua andatura è migliorata, anche se ancora oggi può avere spasmi e cadute.
Ludicrous, però, ha continuato la sua vita insieme agli altri gatti di casa. Ama stare in braccio, fare le fusa, sdraiarsi al sole e mangiare tonno e piccoli snack.
Quel gattino che qualcuno considerava senza possibilità oggi ha 12 anni.
Nessuno si fermava davanti a lui. Poi una persona si avvicina, il gatto ascolta la…
Era stato riportato indietro ancora e ancora. Al rifugio non mangiava quasi più e passava…
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Era magra e stanca, ma non si spostava dai suoi piccoli. Solo dopo ha capito…
Era magrissimo, spaventato e incapace di fidarsi. Oggi si nasconde ancora a volte, ma ogni…
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