Non abbaia e non tenta di scappare quando viene avvicinato. La coppia lo accoglie in casa, lasciandogli il tempo di abituarsi.
Il piccolo cane è rimasto fermo quando l’uomo lo ha trovato. Era fuori, solo, tremante, con gli occhi spalancati. Non ha abbaiato e non ha tentato di allontanarsi: si è lasciato avvicinare senza muoversi dal punto in cui si trovava.
Quando lo hanno preso in braccio, non si è divincolato. La coppia ricorda soprattutto quella sua immobilità, interpretata come un segno della paura e della stanchezza del momento. Lo hanno raccolto e portato con sé.
Da allora, il cane cerca continuamente la loro vicinanza. Rimane silenzioso, attento a ciò che accade intorno, e non si allontana dalle persone che lo hanno accolto. È questo il comportamento che accompagna l’inizio della convivenza, dopo il ritrovamento all’esterno.
Non conoscono, attraverso quei gesti, tutto ciò che ha vissuto. Possono però osservare come si comporta adesso: il tremore del primo incontro, l’assenza di resistenza tra le braccia e il contatto che continua a cercare nella nuova casa.
La coppia ha deciso di lasciargli tempo. La loro intenzione è accompagnarlo con pazienza, senza aspettarsi che si abitui subito agli spazi e alle persone. Il posto in cui è stato portato sarà la sua casa.
«Così aspetteremo», promettono, pensando ai giorni che verranno. Per il momento il piccolo resta accanto a loro, silenzioso come quando lo hanno trovato, ma dentro l’abitazione in cui è stato accolto.
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