Il messaggio sembra riguardare il cane di casa, ma la descrizione porta a una conclusione completamente diversa.
Il suo fidanzato non sopporta il cane e, almeno all’apparenza, proprio da questo problema nasce l’appello pubblicato dalla donna.
Il testo comincia come una normale descrizione dell’animale. Vive con lei da due anni, ama giocare, ha il pelo corto e richiede comunque qualche attenzione. Poi, però, i dettagli diventano via via più insoliti.
La donna racconta che “abbaia” spesso durante la notte, che tende a svegliarla all’alba e che è particolarmente esigente quando si tratta di mangiare. Vuole soltanto prodotti di marca e possibilmente costosi.
Non è nemmeno molto espansivo. Quando lei rientra a casa, non sempre la accoglie con entusiasmo e, nei momenti difficili, non si dimostra particolarmente affettuoso. A questo si aggiunge un carattere irritabile e la tendenza a brontolare facilmente.
Fin qui, il lettore è portato a credere che si stia parlando del cane.
Poi arriva la frase che cambia il senso di tutto: “Di solito non morde”.
Solo nelle righe finali la donna chiarisce infatti che il soggetto descritto non è l’animale, ma il suo fidanzato di 40 anni.
L’appello si trasforma così in una battuta costruita sull’equivoco. Non è il cane a dover trovare una nuova sistemazione, ma il compagno che non lo sopporta.
La chiusura rende esplicito il gioco: “Io e il mio cane gli stiamo cercando una nuova casa”.
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