Una gatta tricolore viene notata immobile lungo una strada trafficata. Debole e malata, viene soccorsa e avviata a un percorso di cura e recupero.
Il ritrovamento lungo la strada e i segni della sofferenza
Il suo corpo minuto, attraversato da sfumature di nero, arancione e bianco, non riusciva a nascondere una condizione di evidente sofferenza. Era ferma sull’asfalto, mentre le auto passavano facendo vibrare il terreno, senza che lei trovasse la forza di spostarsi. Intorno, la vita scorreva veloce, con persone che passavano oltre senza fermarsi. Raggomitolata su se stessa, sembrava cercare protezione da un mondo che non si era fermato per lei. Un occhio era chiuso dalle croste, l’altro appena aperto, puntato senza paura su chi si avvicinava. Le costole erano visibili sotto il pelo assottigliato, i cuscinetti delle zampe screpolati. Non era solo fame: era l’isolamento a raccontare la parte più dura della sua storia.
Il primo gesto di aiuto e la fiducia che riaffiora
Accovacciandosi a pochi passi di distanza, non ci sono stati movimenti bruschi né tentativi di contatto. Solo una presenza silenziosa. Davanti a un piccolo pezzo di cibo, la gatta ha esitato a lungo prima di avvicinarsi. Non per aggressività, ma per incredulità. Ha mangiato lentamente, come se stesse imparando di nuovo che qualcuno poteva prendersi cura di lei. Per oltre un’ora non c’è stato altro che attesa e rispetto dei suoi tempi. Al momento di andare via, la gatta ha sollevato appena la testa, senza seguire né miagolare. Nei suoi occhi, però, restava una domanda silenziosa, difficile da ignorare.
Il ritorno, le cure e una nuova possibilità
Il giorno successivo, tornando nello stesso punto, la gatta era ancora lì, nella medesima posizione. Questa volta, alla vista di chi si avvicinava, ha trovato la forza di alzarsi e compiere qualche passo incerto. Avvolta in un asciugamano, è stata portata al sicuro. La visita veterinaria ha confermato uno stato di disidratazione e anemia, causate da fame prolungata ed esposizione. Le cure sono iniziate subito. Col passare delle settimane, il suo aspetto è cambiato: il pelo è tornato morbido, lo sguardo più vigile. È stata chiamata Clementina, un nome scelto per la dolcezza rimasta intatta nonostante tutto. Oggi vive in un ambiente protetto, lontano dall’asfalto e dal traffico, con cibo regolare e attenzioni costanti.