Il cucciolo muore sulla strada, la madre resta a proteggerlo fino all’alba

Una cagnolina randagia veglia per ore il corpo senza vita del suo cucciolo in strada, ignorando traffico e passanti, rifiutandosi di abbandonarlo fino all’alba.

La madre ferma accanto al cucciolo senza vita

La cagnolina randagia restava immobile, in silenzio, senza abbaiare e senza allontanarsi. Davanti a lei c’era il corpo del suo cucciolo, disteso sull’asfalto, freddo e privo di movimento.
Lo annusava lentamente, lo sfiorava con il muso, come se cercasse un segnale che potesse smentire l’evidenza. Ogni gesto era misurato, ripetuto, ostinato. Nessuna reazione arrivava, ma lei continuava a restare lì, come se il tempo potesse ancora cambiare qualcosa.

La strada, il traffico e l’indifferenza intorno

Intorno, la strada continuava a vivere. Le auto passavano senza rallentare, le persone attraversavano senza fermarsi. Nessuno interveniva.
La cagnolina non si muoveva. I suoi occhi stanchi si sollevavano a tratti, poi tornavano sul piccolo corpo davanti a lei. In quei momenti sembrava cercare una risposta che non arrivava.
Nella sua memoria, forse, restavano i giorni trascorsi insieme: le camminate fianco a fianco, il cibo condiviso trovato per caso, il calore cercato l’uno nell’altra nelle notti più fredde. Ora quello spazio appariva improvvisamente vuoto, più grande e ostile.

L’alba e l’ultimo gesto di protezione

Con l’arrivo dell’alba, la cagnolina si è accovacciata accanto al cucciolo. Ha avvolto il suo corpo attorno a lui, come aveva fatto tante altre volte per proteggerlo.
La vita glielo aveva portato via, ma il suo comportamento mostrava un rifiuto istintivo di separarsi. Anche davanti all’assenza definitiva, il legame non si interrompeva.
Restare lì, coprirlo, vegliarlo, era l’unica risposta possibile. Un gesto silenzioso che racconta un attaccamento che non conosce spiegazioni, né confini, né parole.

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