Da compagno di giochi dei bambini a escluso, il cane torna davanti alla scuola con il suo pallone

Un cane diventato mascotte di una scuola viene allontanato perché troppo irruento. Rimasto solo, torna di sera con un pallone, in silenzio, come richiesta di appartenenza.

Il cane che conosceva l’orario meglio del campanello

Lui è quel cagnolino che ormai tutti conoscono, quello che arriva ogni giorno puntuale davanti ai cancelli della scuola come se avesse un orologio nascosto nel cuore, guidato non dai suoni ma dall’istinto.
Non sente quasi più il campanello della ricreazione, ma sa esattamente quando è il momento di correre verso quel luogo che per lui significa casa, perché dietro quei muri ci sono i suoi amici, i bambini.
Non è soltanto un cane che passa di lì, ma una presenza fissa, un compagno di giochi, un ladro di merende, un portatore instancabile di sorrisi, capace di rendere ogni intervallo un momento speciale.

L’entusiasmo, il divieto e l’attesa fuori dai cancelli

Correva come un fulmine tra i piedi dei ragazzi, inseguiva i palloni con un’energia incontenibile, li afferrava, li faceva scoppiare, non per dispetto ma per entusiasmo puro, perché per lui ogni partita era una festa da vivere fino in fondo.
Con il tempo, però, quella gioia incontenibile è diventata un problema, perché era troppo agitato, troppo invadente, troppo presente per uno spazio che richiedeva regole.
Un giorno, senza clamore, le porte della scuola sono rimaste chiuse anche per lui, e il cagnolino è rimasto fuori, con lo sguardo abbassato e la coda un po’ meno allegra, come se avesse capito di non essere più il benvenuto.

Il ritorno serale con un pallone come offerta

Ieri sera, quando il cortile era ormai vuoto e il silenzio aveva preso il posto delle voci, il cagnolino è tornato da solo davanti ai cancelli, ma questa volta non correva.
Tra i denti stringeva un vecchio pallone, consumato dal tempo, tenuto con cura come fosse un’offerta di pace, o forse un modo semplice per dire che non voleva più disturbare.
In quel gesto c’era tutto il suo mondo, il desiderio di appartenere, la fedeltà senza condizioni e quell’amore innocente che solo i cani sanno offrire, senza chiedere nulla in cambio, se non la possibilità di restare.

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