Un uomo gli chiede di tenere il cane cinque minuti davanti al centro commerciale, poi scompare e quell’attesa diventa una nuova vita

Davanti a un centro commerciale un anziano affida il suo cane a uno sconosciuto per pochi minuti. Dopo un’ora nessuno torna e l’abbandono cambia due solitudini.

La richiesta davanti all’ingresso e l’attesa che si allunga

Ero appena uscito dal centro commerciale, con le buste della spesa in mano, quando ho notato un uomo anziano fermo vicino all’ingresso, visibilmente agitato, con accanto un cane dallo sguardo incredibilmente dolce.
Si è avvicinato con passo incerto e mi ha chiesto con voce educata se potessi tenere il suo cane solo cinque minuti, il tempo di entrare a comprare una cosa per sua madre, promettendo che sarebbe tornato subito.
Ho annuito senza pensarci troppo e il cane si è seduto accanto a me, calmo e silenzioso, come se fosse abituato ad aspettare.
Ogni tanto si voltava verso le porte automatiche e ogni persona che usciva lo faceva sobbalzare leggermente, come se stesse chiedendo in silenzio se fosse finalmente il suo padrone.

La scoperta dell’abbandono e la scelta immediata

Cinque minuti sono diventati venti, poi quaranta, fino a quando dopo un’ora è stato chiaro che nessuno sarebbe tornato a riprenderlo.
Ho chiesto ai dipendenti del centro commerciale di controllare le telecamere e dalle immagini è emerso che l’uomo era arrivato con una vecchia auto bianca, senza targa, era entrato e non era mai più uscito.
A quel punto non ho avuto dubbi e ho caricato il cane in macchina, portandolo subito dal veterinario per capire se qualcuno lo stesse cercando.
Nessun microchip, nessuna segnalazione, nessuna traccia del passato, solo occhi pieni di fiducia e un cuore pronto ad affidarsi ancora, nonostante tutto.

Una casa che non è più silenziosa

Quando siamo tornati a casa, il cane mi ha seguito senza esitazione, come se avesse deciso in quel momento che quello sarebbe stato il suo posto.
Mi chiamo Valter, ho settant’anni e da tempo la mia casa era diventata troppo silenziosa, piena di giornate tutte uguali e di spazi vuoti.
Ora lui dorme ai piedi del mio letto, mi segue in giardino, si siede accanto a me mentre leggo il giornale, riempiendo quei silenzi con una presenza discreta e costante.
Gli ho dato un nome, Arturo, e lui in cambio mi ha regalato compagnia, calore e un motivo in più per alzarmi ogni mattina, perché non l’ho scelto io, è arrivato, e io ho deciso di tenerlo.

1 commento su “Un uomo gli chiede di tenere il cane cinque minuti davanti al centro commerciale, poi scompare e quell’attesa diventa una nuova vita”

  1. grande Walter, persone come te, scusa se ti do del tu, ma mi sembra di conoscerti da sempre, xche’ quanto hai fatto x Arturo ti rende davvero una persona speciale, avrai modo nel proseguo di renderti conto di quanta gratitudine e amore riceverai da un essere come lui, ti ho voluto scrivere perche’ anche io avevo un cane meraviglioso che si chiamava Arturo, e stato con me x tredici anni preso in un canile di zona, lui veniva con me ogni giorno in palestra poiche’ oltre al mio lavoro sono anche un maestro di karate, lui stava li x due ore ad osservarmi nel suo angolo preferito della palestra, senza mai staccare il suo sguardo da me quasi volesse proteggermi, oggi purtroppo quando sono in palestra sul tatami guardo il suo angolo e lo vedo ancora li che mi osserva ma purtroppo non e’ cosi, mi manca tutto di lui, i suoi sguardi pieni di amore, la sua testolina sulle mie ginocchia, le nostre passeggiate in montagna a Bardonecchia e quando arrivera’ il mio momento so che lo ritrovero’ ad aspettarmi , ora ti saluto e ti abbraccio Gianni

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