Dopo giorni di assenza la gatta riappare e affida il piccolo a chi l’ha aiutata

Una gatta randagia in Toscana sparisce per giorni e poi ritorna con un cucciolo. Dopo mesi di diffidenza, affida il piccolo alla persona che l’ha aiutata.

La gatta randagia e la fiducia costruita giorno dopo giorno

È iniziato tutto a gennaio, quando Anna, residente in Toscana, ha notato una gatta magrissima aggirarsi nei pressi della sua abitazione. L’animale era diffidente, sempre pronto alla fuga al minimo rumore, e osservava ogni movimento prima di avvicinarsi.

La donna ha deciso di lasciare ogni giorno una piccola ciotola di cibo sul portico, mantenendo sempre la distanza. “Arrivava cauta, mangiava velocemente e poi scappava nel bosco”, racconta Anna. “Sembrava temere che il cibo potesse sparire da un momento all’altro”.

Con il passare delle settimane, la gatta ha iniziato a presentarsi con maggiore regolarità. Il suo aspetto, però, lasciava intuire qualcosa di diverso: il corpo stava cambiando e i movimenti erano più lenti. Era evidente che fosse in attesa di cuccioli.

Alcuni conoscenti hanno suggerito di interrompere l’alimentazione, sostenendo che il supporto umano avrebbe potuto complicare la gestione della situazione. Anna, però, ha deciso di continuare. “Veniva ogni giorno perché si fidava. Non potevo lasciarla sola proprio in quel momento”.

La scomparsa e l’attesa nel silenzio del bosco

Poi, improvvisamente, la gatta è sparita. Per diversi giorni la ciotola è rimasta piena e intatta. Nessuna traccia dell’animale nei dintorni, nessun movimento tra gli alberi del bosco vicino.

La preoccupazione è cresciuta con il passare del tempo. Anna ha iniziato a cercarla nei dintorni, chiamandola a bassa voce e temendo che potesse aver partorito in un luogo isolato o pericoloso.

“Continuavo a pensare a lei, immaginandola sola”, spiega. “La gravidanza era ormai evidente e temevo che qualcosa fosse andato storto”.

I giorni sono trascorsi senza segnali, mentre l’attesa si trasformava in apprensione. La ciotola restava lì, come un punto di riferimento immobile, nel caso la gatta avesse deciso di tornare.

Il ritorno con il cucciolo e la scelta di un rifugio sicuro

La svolta è arrivata una mattina, con un leggero rumore alla porta. Quando Anna ha aperto, si è trovata davanti la gatta scomparsa. Tra i denti teneva un gattino minuscolo.

Senza esitazioni, l’animale è entrato in casa, ha appoggiato il piccolo sul tappeto e si è fermato a guardare la donna. “Mi ha fissata come se dicesse: adesso tocca a te”, racconta Anna.

Dopo mesi di distanza e cautela, la gatta aveva scelto proprio quell’abitazione come rifugio per il suo cucciolo. Un gesto che ha segnato un cambiamento nel comportamento dell’animale, passato dalla fuga continua alla ricerca di protezione.

Il piccolo è stato subito sistemato in un ambiente caldo e sicuro, mentre la madre ha iniziato a muoversi con maggiore tranquillità negli spazi domestici, mantenendo comunque la sua naturale prudenza.

La storia si è diffusa tra chi si occupa di tutela degli animali nella zona, come esempio di come la costanza e il rispetto dei tempi possano favorire un rapporto di fiducia anche con esemplari randagi particolarmente diffidenti.

Ora la gatta continua a frequentare la casa insieme al suo cucciolo, in attesa delle valutazioni veterinarie e di un percorso di cura e stabilizzazione.

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