Hazel bruciata dal fuoco e salvata in extremis trova una famiglia che la sceglie per le sue cicatrici

Hazel arrivò gravemente ustionata in una fondazione. Operata e curata per mesi, oggi vive con una donna che ha scelto di adottarla.

Hazel trovata ustionata e ricoverata d’urgenza

Quando Hazel arrivò alla fondazione, le sue condizioni erano critiche. Il corpo presentava ustioni estese, la pelle arrossata e lesionata in più punti. Lo sguardo era assente, segnato da una sofferenza evidente.

Secondo quanto ricostruito dai volontari, qualcuno le aveva provocato quelle ferite con il fuoco. Un gesto che aveva messo a rischio la sua vita. I soccorritori intervennero rapidamente e la trasferirono in una struttura veterinaria, dove il personale medico valutò immediatamente la gravità delle ustioni.

Ogni minuto era decisivo. Hazel era debilitata, disidratata e incapace di reggersi sulle zampe. I veterinari iniziarono subito le cure: pulizia delle ferite, terapie antibiotiche e interventi per favorire la rigenerazione cutanea.

Le operazioni e i mesi di cure per salvare Hazel

Il percorso clinico fu lungo e complesso. Furono necessari innesti cutanei per ricoprire le aree più danneggiate. Le medicazioni quotidiane richiedevano attenzione costante e sedute prolungate.

I giorni in ospedale si susseguirono tra bende, farmaci e controlli continui. In alcuni momenti Hazel sembrava cedere alla stanchezza. Non sempre mangiava con regolarità e spesso rimaneva immobile nella sua cuccia.

Tuttavia, i volontari raccontano che reagiva alla voce di chi le parlava con dolcezza. Alzava lentamente la testa e seguiva i movimenti con lo sguardo. Un segnale che indicava la volontà di continuare a lottare.

Dopo settimane di trattamenti intensivi, le condizioni generali migliorarono. Le ustioni cicatrizzarono, anche se il pelo non tornò più uniforme. Le cicatrici rimasero visibili, segni permanenti di quanto accaduto.

L’incontro che cambia il destino di Hazel

Tempo dopo, una donna che in passato aveva subito ustioni gravi visitò la fondazione. Quando vide Hazel, si avvicinò lentamente. Si inginocchiò accanto a lei, accarezzò le cicatrici e sussurrò: “Siamo uguali, piccola… e ora staremo insieme”.

L’incontro segnò l’inizio di una nuova fase. La donna decise di adottarla, convinta che il legame nato in quel momento fosse speciale. La procedura fu completata nei giorni successivi e Hazel lasciò la struttura per trasferirsi nella sua nuova casa.

Oggi vive in un ambiente stabile, con cure regolari e attenzioni quotidiane. Le cicatrici restano visibili, ma non compromettono la sua qualità di vita. Secondo chi la segue, ha recuperato vitalità e si muove con sicurezza negli spazi domestici.

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