Ridotto allo stremo e trovato in un fosso, viene accolto da una bambina. Un controllo veterinario rivela che era scomparso anni prima da un’altra famiglia.
Abbandonato e ridotto allo stremo, trovato in un fosso con una corda al collo
Gettato in un fosso e lasciato morire, viene salvato da una bambina e si scopre che era stato rubato anni prima
Ridotto allo stremo e trovato in un fosso, viene accolto da una bambina. Un controllo veterinario rivela che era scomparso anni prima da un’altra famiglia.
Abbandonato e ridotto allo stremo, trovato in un fosso con una corda al collo



4
Lo trovarono in una mattina qualunque, riverso in un fosso, coperto di fango e con una corda consumata stretta attorno al collo. Il corpo era magrissimo, la pelle aderente alle ossa, segnata da ferite e cicatrici che raccontavano mesi, forse anni, di incuria.
Dormiva dove poteva, tra cartoni o sul cemento freddo. Si nutriva di resti trovati nei rifiuti. Più delle ferite fisiche, a colpire era lo sguardo spento di un animale abituato all’indifferenza.
Secondo alcuni residenti, vagava da tempo nella zona. Nessuno sapeva con certezza da quanto fosse solo.
La porta che si apre sotto la pioggia e l’incontro con la bambina
Un giorno, mentre cercava riparo, si acciambellò davanti alla porta di una casa. Pioveva. Tremava. Non cercava attenzioni, solo un angolo asciutto.
La porta si aprì e una bambina uscì correndo. Senza esitazione, lo abbracciò. L’animale rimase immobile, sorpreso da quel contatto. La bambina si voltò verso la madre e disse: “Mamma, non lo lasceremo qui. È mio fratello, sì?”.
La madre, colpita dalla scena, accettò di farlo entrare, consapevole delle condizioni critiche in cui versava. Nei giorni successivi il cane fu visitato da un veterinario: risultava malnutrito, debilitato e bisognoso di cure.
L’adattamento non fu immediato. Si spaventava facilmente, mangiava solo in solitudine e piangeva durante la notte. Con il tempo e la costanza, iniziò però a recuperare peso e fiducia.
La scoperta del microchip e l’incontro con la famiglia che lo cercava da anni
Durante una visita di controllo, il veterinario rilevò la presenza di un microchip. Dopo le verifiche, emerse un dettaglio inatteso: il cane risultava registrato come scomparso anni prima.
Era stato rubato alla sua precedente famiglia, che lo aveva cercato senza successo per lungo tempo.
Il contatto tra le due famiglie fu carico di emozione. La famiglia originaria espresse il desiderio di rivederlo, ma riconobbe anche il legame costruito con la bambina che lo aveva salvato.
Dopo un incontro condiviso, fu presa una decisione concordata: il cane sarebbe rimasto nella casa in cui aveva ritrovato serenità, mantenendo però un rapporto aperto con chi lo aveva amato in passato.
Oggi vive circondato da affetto. Ha superato le ferite fisiche e mostrato segnali evidenti di recupero comportamentale. Da animale abbandonato e invisibile è diventato un cane con due famiglie che lo considerano parte integrante della propria vita.