Tra una cuccia perfetta e una scatola vecchia, ha scelto ciò che sapeva di protezione

Gli ho comprato una cuccia morbida e perfetta, ma ha scelto una vecchia scatola di cartone: lì ha trovato la pace che nessun lusso poteva offrirgli.

Una cuccia perfetta che non gli serviva

Gli avevo comprato una cuccia imbottita, soffice, a forma di orsetto, convinto che fosse il modo migliore per dirgli “sei al sicuro”.
Avevo montato anche delle scalette per farlo salire sul mio letto, lasciato spazio tra le lenzuola e provato ad attirarlo con carezze e voce dolce.

Lui ha osservato tutto in silenzio, ha annusato ogni angolo della stanza e poi si è allontanato, senza esitazione.
Non cercava morbidezza, non cercava altezza, non cercava qualcosa di bello da vedere.

Camminava lentamente, come chi conosce bene la paura e non si fida subito di ciò che sembra perfetto.
Poi si è fermato davanti a una scatola di cartone, vecchia e anonima, appoggiata in un angolo.

Un angolo dove nessuno fa male

Ho messo dentro una copertina leggera, quasi per gioco, pensando che sarebbe tornato alla cuccia.
Invece si è acciambellato subito, ha appoggiato il muso sul bordo e ha chiuso gli occhi con una calma che non gli avevo mai visto.

Il suo corpo si è rilassato completamente, come se per la prima volta non dovesse difendersi da nulla.
In quel momento ho capito che non cercava comfort, ma protezione.

Chi ha conosciuto la strada, il freddo, le urla o l’indifferenza non misura la felicità con il prezzo di un oggetto.
Misura tutto con il silenzio, con l’assenza di minacce, con la possibilità di dormire senza sobbalzare.

Quella scatola non era povera, era sicura.
Non era bella, era rassicurante.

Il castello fatto di cartone

Guardandolo dormire, ho provato vergogna per aver pensato che il lusso potesse guarire ciò che la paura aveva spezzato.
Lui non voleva una cuccia perfetta, voleva un angolo che somigliasse a un rifugio.

La scatola è diventata il suo castello, la sua trincea contro il passato, il luogo dove finalmente poteva abbassare la guardia.
Io credevo di offrirgli il meglio, ma è stato lui a insegnarmi che il meglio è ciò che fa sentire al sicuro, anche se fatto di cartone.

A volte non serve molto per cambiare una vita.
Serve solo un posto dove nessuno urla e qualcuno resta.

Lascia un commento