Dopo la morte del proprietario, il cane Buddy finisce in rifugio con eutanasia programmata. Una vicina infermiera lo adotta e ottiene un’eccezione dal condominio.
Buddy rimasto solo nel palazzo dopo la morte del proprietario
Nel terzo piano di un condominio di New York, dopo la morte del signor Frank, il silenzio ha sostituito la routine quotidiana.
L’uomo viveva nell’appartamento 3B con il suo cane, un anziano meticcio di nome Buddy, noto a tutti i residenti.
Nei giorni successivi al decesso, mentre la vita del palazzo riprendeva normalmente, l’animale continuava a restare davanti alla porta chiusa, ululando e cercando il proprietario.
A osservare la scena c’era una vicina, un’infermiera di terapia intensiva di 34 anni, abituata a lavorare nei turni notturni e a confrontarsi ogni giorno con situazioni critiche.
Dopo alcune segnalazioni dei residenti, il servizio di controllo animali è intervenuto. Buddy è stato prelevato senza opporre resistenza, continuando a guardare la porta dell’appartamento mentre veniva portato via.
Il rifugio e la parola chiave: eutanasia programmata
Durante una pausa di lavoro, l’infermiera ha consultato il sito di un rifugio locale e ha riconosciuto immediatamente il cane.
La scheda riportava una valutazione sintetica: maschio, circa 14 anni, artrite, soffio cardiaco, basse probabilità di adozione.
La dicitura più preoccupante indicava una eutanasia programmata entro pochi giorni a causa del sovraffollamento.
Terminato il turno, la donna si è recata direttamente al rifugio. Buddy si trovava in fondo al box, immobile, con un atteggiamento apatico tipico degli animali anziani in stato di stress.
Quando ha riconosciuto l’odore della sua divisa, il cane si è avvicinato lentamente e ha appoggiato la testa sulla sua mano.
Alla richiesta di adozione, il personale ha chiarito le condizioni: età avanzata, patologie croniche e aspettativa di vita incerta. Nonostante questo, la decisione è stata confermata immediatamente.
La nuova casa e l’eccezione del condominio
Buddy è stato portato nell’appartamento della vicina, anche se il regolamento condominiale vietava la presenza di animali.
Dopo pochi giorni, l’amministrazione ha inviato una comunicazione formale chiedendo la rimozione del cane entro una settimana per evitare provvedimenti.
L’infermiera ha risposto spiegando la situazione, allegando una foto dell’animale e assumendosi la piena responsabilità per eventuali problemi.
Dopo una valutazione, la direzione ha concesso un’eccezione straordinaria, valida esclusivamente per Buddy e subordinata all’assenza di disturbi o criticità per gli altri residenti.
Oggi il cane vive nell’appartamento, dove trascorre gran parte del tempo vicino alla porta d’ingresso, su una coperta insieme al vecchio cappellino del suo precedente proprietario.