Juan Carlos Leiva viveva per strada a Mendoza con il cane Sultán. Ricoverato per BPCO e polmonite, è morto il 4 giugno a Tunuyán. Una vicina ha mantenuto la promessa.
La vita in Calle Perú a Mendoza e il legame con Sultán
Nel centro di Mendoza, tra traffico continuo e ingressi di palazzi che si chiudono al calare del sole, Juan Carlos Leiva trascorreva le sue giornate all’ingresso di un edificio in Calle Perú, dove più che vivere sopravviveva con un materasso logoro, qualche coperta usurata e una tazza che talvolta qualcuno riempiva di caffè caldo.
Non aveva una casa né una famiglia, ma accanto a lui c’era sempre Sultán, il cane che non lo abbandonava mai e che rappresentava l’unica presenza costante in un’esistenza segnata dal freddo invernale, dalla fame e da condizioni di salute precarie.
Dormivano stretti l’uno all’altro, condividendo lo stesso spazio ridotto, mentre le temperature scendevano e il riparo improvvisato non bastava a proteggere dal gelo, ma lui rifiutava ogni proposta di trasferimento in un rifugio perché temeva di essere separato dal suo animale.
A chi insisteva rispondeva sempre allo stesso modo: 📛 “Non lo lascio da solo. E se poi non lo trovo più? E se qualcuno gli fa del male?”, parole che sintetizzavano la priorità assoluta che attribuiva al cane, anche a costo di rinunciare a un letto stabile.
La malattia, la promessa a María del Carmen Navarro e il ricovero
Con il passare delle settimane le condizioni di Juan Carlos Leiva sono peggiorate, tra difficoltà respiratorie, tosse persistente e dolori al petto che rendevano ogni movimento più faticoso, mentre María del Carmen Navarro, una vicina che gli portava cibo e lo ascoltava, cercava di convincerlo a farsi curare.
Negli ultimi giorni, consapevole della gravità della situazione, le ha chiesto una promessa precisa: “Se mi succede qualcosa… non lasciarlo solo. Non rinchiuderlo. Non regalarlo. Non lasciarlo per strada. Tienilo con te.”, parole che hanno segnato l’accordo che lo avrebbe spinto ad accettare il ricovero.
Fu quella garanzia a convincerlo a salire sull’ambulanza diretta verso l’ospedale di Tunuyán, mentre Sultán correva dietro al mezzo senza comprendere l’accaduto, in un distacco che si sarebbe rivelato definitivo.
Il 4 giugno, Juan Carlos Leiva è morto in ospedale; soffriva di BPCO e polmonite, condizioni aggravate da un quadro clinico già compromesso, e il decesso è avvenuto senza familiari accanto.
Sultán adottato, ma ancora in attesa davanti alla porta
Dopo la morte, María del Carmen Navarro ha mantenuto l’impegno assunto, occupandosi di Sultán, che per giorni è rimasto sdraiato sul materasso del suo padrone, rifiutando il cibo e sostando davanti alla porta come in attesa di un ritorno che non sarebbe avvenuto.
Con il tempo, la figlia di alcuni commercianti che conoscevano Juan Carlos Leiva ha deciso di adottare il cane, offrendogli una sistemazione stabile, una cuccia, un cappottino blu e uno spazio sul divano di casa, lontano dall’ingresso freddo di Calle Perú.
Oggi Sultán vive al caldo, inserito in un ambiente domestico che garantisce cure e protezione, ma secondo chi lo osserva continua talvolta a sedersi davanti alla porta, restando immobile per alcuni minuti come se attendesse ancora il ritorno del suo precedente proprietario.
La vicenda si è conclusa con il decesso di Juan Carlos Leiva e con l’adozione definitiva di Sultán, in seguito alla promessa che ha consentito di evitare il ritorno dell’animale in strada.