Abbandonato sul bordo della strada, resta lì per due giorni aspettando la sua mamma. Una donna lo salva, ma lui continua a sperare nel suo ritorno.
Due giorni immobile sul ciglio della strada
“Perdonami, mamma. Sono rimasto esattamente dove mi avevi lasciato, per due giorni interi, dormendo sul ciglio della strada.”
Il racconto inizia con un’attesa silenziosa. Un cane rimasto nello stesso punto in cui era stato lasciato, esposto al rumore continuo delle auto e al pericolo del traffico, ma incapace di allontanarsi per paura di perdere l’eventuale ritorno della persona a cui era legato.
“Il rumore delle auto mi terrorizzava, ma non mi sono mosso.”
Due giorni trascorsi tra paura e fedeltà, con la convinzione che quella separazione fosse solo temporanea. Non si è spostato, non ha cercato riparo altrove, ha semplicemente aspettato.
L’intervento di una sconosciuta
“Ieri sera una macchina si è fermata e una donna è scesa. Mi ha parlato con dolcezza, mi ha invitato a mangiare qualcosa, poi mi ha offerto un posto dove dormire.”
La donna ha notato la situazione e ha cercato di avvicinarlo con cautela. Il cane, però, non voleva andarsene. “Ho detto di no, le ho provato a spiegare che stavo aspettando te, ma lei non ha voluto ascoltarmi.”
Quando la donna ha deciso di intervenire per portarlo via da una posizione pericolosa, la reazione è stata di paura: “Ho avuto paura, l’ho morsa più volte, ho ringhiato, ho pianto, mi sono perfino fatto la pipì addosso.”
Non era aggressività, ma smarrimento. “Lei non capiva che mi stava separando da te.”
Alla fine, il cane è stato caricato in auto e allontanato dal luogo dove aveva atteso. “Io continuavo a piangere, sperando che mi sentissi, ma tu non sei mai arrivata.”
Una nuova casa, ma il cuore resta indietro
“Una volta a casa sua, ho vomitato per il nervoso.” Il cambiamento improvviso di ambiente ha generato stress, mentre il cane tentava di far comprendere che desiderava tornare indietro, temendo di essere considerato lui stesso responsabile della separazione.
“Ma non è così, mamma. Io ti amo con tutto il mio cuore e con tutta la mia anima.”
Nonostante la paura iniziale, nella nuova casa ha trovato cibo, un letto morbido e attenzioni. “Oggi ho mangiato perché avevo male alla pancia, e ho dormito su un letto morbido. Perfino la mia coda, senza volerlo, ha scodinzolato un po’.”
La donna gli ha offerto la possibilità di restare: “Lei è solo molto gentile con me. Ha detto che posso restare per sempre, se voglio.”
Ma l’attesa non si è spenta. “Ma io voglio solo te.”
Il racconto si chiude con una domanda sospesa: “Perché tornerai per me… vero, mamma?”
Una storia che riflette il legame profondo che può unire un cane alla propria figura di riferimento, anche quando le circostanze cambiano in modo improvviso e definitivo.