La macchia sul muro, “Non è sporco, è un ricordo”: la scelta della proprietaria dopo la perdita del gatto

Per anni il gatto si è strofinato sempre nello stesso angolo della casa. Oggi quel segno è diventato un ricordo che la proprietaria ha deciso di conservare.

In un angolo della casa, proprio nel punto in cui due muri si incontrano, è rimasta una sottile striscia scura che attira subito l’attenzione di chi entra. Molti pensano si tratti semplicemente di sporco o di una parete da ritinteggiare, ma per la proprietaria quel segno ha un significato molto diverso.

Per anni il suo gatto aveva l’abitudine di fermarsi ogni giorno nello stesso punto per strofinarsi contro il muro.

Il gesto quotidiano del gatto diventato un ricordo

Secondo il racconto della donna, il gatto ripeteva sempre lo stesso movimento: si avvicinava all’angolo, chiudeva gli occhi e iniziava a muovere lentamente testa e corpo contro la parete.

Con il passare del tempo, quel gesto quotidiano ha lasciato una traccia visibile composta da pelo, polvere e segni accumulati negli anni.

Finché il gatto era presente in casa, nessuno aveva realmente dato importanza a quella macchia. Solo dopo la sua scomparsa il piccolo segno sul muro ha assunto un valore diverso.

La scelta di non cancellare quella traccia

Oggi la proprietaria ha deciso di non ridipingere né pulire quella parte della parete.

Quando qualcuno le chiede il motivo, la risposta è sempre la stessa: “Non è sporco, è un ricordo”.

Per lei quella traccia rappresenta infatti una parte della quotidianità condivisa con il gatto, un dettaglio apparentemente insignificante diventato nel tempo un simbolo della sua presenza in casa.

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