Un gatto randagio anziano delle Bahamas trova casa dopo anni difficili, viaggia negli Stati Uniti e trascorre gli ultimi anni circondato dall’amore.
Il gatto randagio anziano sotto la vecchia casa
Per dodici anni, un grande gatto arancione visse passando da una famiglia all’altra su una piccola isola delle Bahamas. Quando l’ultima “mamma” si trasferì con il fidanzato e un c-a-n-e, decise di non restare più in casa e trovò rifugio sotto una vecchia abitazione. Rimase lì per tre anni, affrontando caldo, freddo, piogge intense e uragani. Gli abitanti dell’isola lo conoscevano bene: alcuni lo ignoravano, altri gli offrivano carezze, mentre le “signore dei gatti” locali gli garantivano cibo. Con il tempo, però, il suo carattere irrequieto gli procurò una reputazione particolare. Tra inseguimenti ai cani e zuffe provocate per strada, alcuni iniziarono a chiamarlo “il gatto infernale”, altri “gatto del diavolo”.
La zuffa davanti alla chiesa e l’incontro con una nuova famiglia
La svolta arrivò dopo uno scontro con due Jack Russell e un Golden Retriever. Quando il gatto si fermò davanti alla chiesa coperto di sangue, qualcuno lo portò dal veterinario. La visita rivelò che aveva solo un piccolo morso su una zampa: il sangue non era suo. A quel punto entrò nella vita di una coppia che, dopo aver salvato due femmine tartarugate, non pensava di accogliere un grande maschio arancione di 11 chili. Accettarono però di tenerlo almeno fino alla guarigione dei punti. All’inizio la sua fama e il suo carattere incutevano rispetto, ma il gatto aprì la porta con la zanzariera dell’appartamento, si sdraiò sul pavimento e, giorno dopo giorno, entrò nella loro quotidianità. Da quel momento iniziò una nuova fase: spazzolate quotidiane, bocconcini di pesce fresco, un posto caldo per dormire e la vicinanza costante di “Papà” e della sua nuova famiglia.
Dai viaggi negli Usa agli ultimi anni a Palm Springs
Quando la coppia lasciò le Bahamas, il gatto partì con loro. Affrontò il suo primo viaggio in barca, poi in aereo, e successivamente lunghi spostamenti in auto attraverso gli USA, attraversando 22 stati. Imparò a usare la lettiera prima delle partenze, a mangiare e bere nelle aree di sosta e a entrare nella borsa per raggiungere gli hotel. Tornò anche due volte sull’isola, ormai da turista. Nel condominio nello stato di Washington, le giornate di sole sul balcone erano rare, mentre il clima fresco e piovoso peggiorava artrite e displasia all’anca. Poi arrivarono il diabete, le iniezioni due volte al giorno e una cura costante che lo portò da 11 a 7,7 chili. Il trasferimento nel deserto, a Palm Springs, gli restituì benessere: il clima caldo e secco rese più leggere le sue giornate, trascorse spesso sul lettino della terrazza a osservare uccellini e lucertole. Quando non riuscì più a saltare, ricevette una rampa per salire sul letto, medicine, pesce fresco e attenzioni continue. Negli ultimi anni accolse gli amici alla porta, seguì i suoi umani in ogni stanza e dormì tra loro ogni notte. Quando le sue condizioni peggiorarono, la famiglia capì che era arrivato il momento di lasciarlo andare. Se ne andò serenamente, circondato dall’amore che aveva trasformato gli ultimi sei anni nella parte più felice della sua vita.