Granello, cane sordo di 12 anni, ha ripreso a nutrirsi grazie a una maglietta della padrona ricoverata per ictus.

Per nove giorni Granello non ha mangiato. Il cane, 12 anni e appena 1,8 chili di peso, era stato portato all’Ospedale Veterinario San Marco di Padova dopo il ricovero d’urgenza della sua padrona, una donna di 78 anni colpita da ictus ischemico. A dare l’allarme era stato un vicino, insospettito dal fatto che l’anziana non si fosse presentata in farmacia per la terapia quotidiana.

La donna era stata trovata in casa poco dopo, in condizioni gravi. La prognosi era riservata. Granello, invece, era rimasto senza il suo punto di riferimento e, una volta arrivato in degenza veterinaria, ha iniziato a rifiutare cibo e, a tratti, anche acqua.

Granello ricoverato a Padova mentre la padrona è in coma

Il cane era sordo da quattro anni. Non poteva reagire alle voci del personale, né essere tranquillizzato dalle parole ripetute intorno a lui. Seguiva solo i movimenti, i volti, le mani. Ogni gesto troppo rapido sembrava aumentare il suo smarrimento.

Nel box di degenza restava rannicchiato in un angolo, con gli occhi aperti e il corpo fermo. I tentativi di alimentarlo non davano risultati: crocchette, umido e acqua venivano ignorati. Per il personale veterinario, la situazione diventava ogni giorno più delicata, anche per la corporatura minuscola dell’animale.

La svolta è arrivata al nono giorno. Un infermiere dell’ospedale Sant’Antonio si è presentato con un sacchetto contenente una maglietta bianca macchiata. A suggerire quel gesto era stata un’operatrice sociosanitaria, convinta che l’odore della padrona potesse aiutare il cane.

“È sua”, ha detto l’infermiere consegnando l’indumento.

La maglietta della padrona cambia la degenza

La maglietta è stata sistemata accanto a Granello. All’inizio il cane non ha reagito. Poi ha mosso il muso, lentamente, fino ad avvicinarsi al tessuto. Si è trascinato verso l’indumento e vi ha appoggiato la testa, riconoscendo l’odore della donna che stava aspettando.

Quella notte Granello ha dormito sulla maglietta. La mattina successiva ha accettato mezzo cucchiaino di umido. Una quantità minima, ma sufficiente a far capire al personale che qualcosa era cambiato. Dopo giorni di rifiuto, quel primo assaggio ha segnato l’inizio di una ripresa lenta.

Il quattordicesimo giorno, la padrona ha ripreso conoscenza. Ventuno giorni dopo, è stato organizzato l’incontro nella stanza d’ospedale. Granello è stato posato vicino alla mano della donna. Non poteva sentire la sua voce, ma ha percepito le dita muoversi sulla schiena.

A quel punto si è sdraiato accanto a lei, con la maglietta bianca sotto il ventre. Da allora quell’indumento è diventato la sua cuccia. Non un semplice oggetto, ma il segno concreto di una presenza che, per giorni, aveva continuato a cercare senza poterla vedere né sentire.

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