Un cane randagio riceve aiuto da Andrea e il giorno successivo ritorna, guidandolo verso due cuccioli nascosti in un vecchio deposito.

Il cane randagio davanti alla serranda

Andrea stava chiudendo il suo piccolo negozio quando vide un cane randagio immobile sul marciapiede opposto. Era già buio e la strada si era progressivamente svuotata. L’animale non abbaiava e non cercava di avvicinarsi. Restava fermo, con il muso basso e lo sguardo rivolto verso l’ingresso.

Aveva il pelo sporco, una zampa leggermente sollevata e un corpo tanto magro da lasciare intravedere le costole. Andrea lo osservò per alcuni secondi, poi rientrò nel locale e prese una ciotola, dell’acqua e una porzione di carne che aveva conservato per la cena.

Posò tutto a pochi metri dal cane e si allontanò per non spaventarlo. L’animale aspettò che Andrea rientrasse nel negozio prima di muoversi. Si avvicinò lentamente, annusò la ciotola e cominciò a mangiare con rapidità. Dopo aver bevuto, alzò la testa verso la vetrina, rimase immobile per qualche istante e infine scomparve dietro l’angolo.

Andrea pensò che non lo avrebbe più rivisto. Prima di andare via lasciò comunque una seconda ciotola d’acqua accanto alla serranda. Era convinto di aver semplicemente aiutato un animale affamato durante una sera particolarmente fredda.

La mattina seguente, però, il cane era di nuovo lì.

Il ritorno e il percorso fino al deposito

Quando Andrea arrivò per aprire il negozio, trovò l’animale seduto davanti alla porta. Non sembrava interessato al cibo. Appena lo vide, si alzò, percorse alcuni metri e poi si voltò. Ripeté lo stesso movimento più volte, come se aspettasse di essere seguito.

Andrea provò a entrare nel locale, ma il cane tornò indietro e gli sfiorò una gamba con il muso. Poi si diresse nuovamente verso una strada laterale.

«Dove vuoi portarmi?», domandò Andrea.

Il cane avanzò senza correre, controllando continuamente che l’uomo fosse ancora dietro di lui. Attraversò un cortile, superò una recinzione danneggiata e raggiunse un deposito inutilizzato. Davanti a una porta di metallo si fermò e iniziò a guaire.

Andrea sentì dei rumori provenire dall’interno. Si abbassò e, attraverso uno spazio sotto la porta, vide due piccoli musi. Erano cuccioli, rannicchiati uno accanto all’altro sopra alcuni cartoni umidi.

La porta era bloccata, ma una parte della rete laterale risultava piegata. Andrea riuscì ad allargarla e a entrare. I cuccioli erano infreddoliti e uno dei due faticava a reggersi sulle zampe. Il cane adulto rimase accanto all’apertura, agitato ma silenzioso.

Andrea chiamò immediatamente Laura, una volontaria che si occupava da anni di animali abbandonati. Mentre attendevano il suo arrivo, portò dell’acqua e avvolse i cuccioli in due coperte prese dal negozio.

La nuova sistemazione per i tre cani

Laura arrivò poco dopo con un trasportino e il materiale necessario per controllare le condizioni degli animali. I due cuccioli furono visitati e trasferiti in una struttura dove avrebbero ricevuto cure, cibo e un ambiente riscaldato.

Il cane adulto, invece, rifiutò inizialmente di salire sull’auto. Rimase vicino ad Andrea, continuando a guardare nella direzione del trasportino. Soltanto quando sentì i cuccioli muoversi si avvicinò e si lasciò prendere.

Nei giorni successivi emerse che non aveva un microchip e che nessuno ne aveva denunciato la scomparsa. I volontari lo chiamarono Bruno. Non era il padre dei cuccioli, ma probabilmente li aveva trovati nel deposito e aveva iniziato a proteggerli, uscendo soltanto per cercare cibo.

Andrea andò a trovarli più volte. I cuccioli recuperarono rapidamente le forze e furono successivamente affidati insieme a una famiglia. Per Bruno, invece, la ricerca di una sistemazione durò meno del previsto.

Una mattina Andrea si presentò alla struttura con un guinzaglio nuovo e i documenti necessari per l’adozione. Quando il box venne aperto, Bruno gli andò incontro senza esitazione e si sedette davanti a lui.

Da allora il cane trascorre le giornate nel cortile dietro il negozio e accompagna Andrea all’apertura e alla chiusura del locale. Accanto alla serranda sono rimaste due ciotole: una per Bruno e una destinata agli animali che potrebbero fermarsi durante la notte.

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