Non cercava il contatto e non fuggiva. Sembrava semplicemente essersi spenta, finché una famiglia affidataria le ha dato tempo.
Carson è stata trovata rannicchiata in fondo alla gabbia, silenziosa.
Non ringhiava, non abbaiava e non cercava di scappare. Restava ferma, con il corpo magro e movimenti lenti. Del suo passato si sa poco. Secondo una ricostruzione, potrebbe essere stata usata per la riproduzione e poi lasciata quando non era più considerata utile, ma questo dettaglio non è stato confermato.
La cosa che colpiva di più era la sua totale assenza di reazione.
Quando qualcuno provava ad avvicinarsi, Carson non si sottraeva, ma nemmeno cercava il contatto. Rimaneva immobile, quasi volesse rendersi invisibile.
Un volontario ha deciso di portarla fuori dal rifugio e inserirla in una famiglia affidataria.
All’inizio non è cambiato quasi nulla. Carson osservava tutto da lontano e continuava a muoversi pochissimo.
Poi, una mattina, è arrivato il primo segnale: ha mosso timidamente la coda.
Una settimana dopo ha accettato una carezza. In seguito si è interessata anche a un gioco. Il passaggio più importante è arrivato quando, senza essere chiamata, si è avvicinata al suo umano e si è accoccolata contro di lui.
Oggi Carson è ancora in recupero, ma non è più la cagnolina immobile trovata in fondo alla gabbia. Ha iniziato a cercare il contatto e a fidarsi delle persone che si stanno prendendo cura di lei.


