Lo consideravano troppo vivace e soffriva quando restava solo. Un incontro al rifugio ha cambiato definitivamente la sua vita.

Era entrato in rifugio con l’intenzione di adottare un cane. Tra i box, però, il suo sguardo si fermò su un tigrato sdraiato sul pavimento.

I due si guardarono per qualche istante. Poi il cane si alzò, prese una pallina da tennis e gliela portò.

Fu quello il primo contatto con Popeye.

Quando chiese di poterlo conoscere meglio, arrivò una spiegazione che rendeva la sua storia ancora più difficile. Popeye era già stato adottato e restituito due volte. Secondo quanto gli venne riferito, era considerato «troppo vivace» e piangeva spesso.

Anche quel giorno, quando qualcuno cercò di riportarlo nella gabbia, il cane cominciò a piangere.

La decisione arrivò subito: voleva adottarlo.

Dal rifugio, però, qualcuno provò a metterlo in guardia. «Te ne pentirai», gli disse.

Non è successo.

Una volta a casa, il nuovo proprietario ha cercato di modificare abitudini e spazi per aiutare Popeye ad ambientarsi. Il cane soffriva di una forte ansia da separazione, ma con il tempo la situazione è migliorata.

Oggi Popeye è diventato il suo compagno di vita.

E c’è un’abitudine che non è mai cambiata da quel primo incontro al rifugio: ogni giorno giocano insieme con una pallina da tennis.

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