Molti lo evitavano e giudicavano il suo comportamento. Poi una persona si è fermata abbastanza a lungo da guardarlo davvero.

Nel rifugio, quel cane attirava l’attenzione per un motivo insolito: non si separava mai da una piccola tartaruga giocattolo.

La teneva stretta tra le zampe, la portava con sé e sembrava cercarla continuamente. Alcune persone interpretavano quel comportamento come qualcosa di strano e, secondo il racconto, qualcuno arrivava persino a definirlo “posseduto” o eccessivamente ossessionato dal suo gioco.

A rendere l’adozione ancora più difficile c’era anche il colore del suo mantello.

Era completamente nero e, per molto tempo, nessuno decise di sceglierlo.

Poi una persona si fermò davanti a lui.

Lo vide mentre stringeva ancora quella piccola tartaruga e decise che sarebbe stato proprio lui il cane da portare a casa.

Da quel momento la sua vita cambiò.

Non era più il cane lasciato indietro o quello osservato con diffidenza. Aveva finalmente una casa e qualcuno disposto ad accettarlo con le sue abitudini, compreso quel giocattolo da cui non voleva separarsi.

Oggi continua ad avere accanto la sua tartaruga.

Solo che adesso non deve più stringerla dietro le sbarre di un rifugio.

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