Vive fuori insieme ad altri randagi. Chi lo nutre ogni giorno può offrirgli cibo e riparo, ma non può accoglierlo in casa.

Quella mattina faceva freddo e, dopo aver mangiato, il gatto si è fermato a riposare.

Chi si prende cura di lui ogni giorno ha deciso di coprirlo con un asciugamano, per proteggerlo almeno un po’ dalle basse temperature. È uno dei quattro, forse più, gatti randagi che frequentano abitualmente la zona.

La persona che li nutre vorrebbe fare di più, ma in casa ci sono già quattro gatti e non ci sarebbe spazio sufficiente per tenerli separati.

Anche la strada del rifugio, secondo il racconto, non sembra semplice: le strutture della zona sarebbero già piene.

Per questo, al momento, l’aiuto possibile consiste soprattutto nel garantire cibo quotidiano e un piccolo riparo.

C’è anche la possibilità di rivolgersi alla SPCA per un programma TNR, acronimo di “trap-neuter-return”: cattura, sterilizzazione e successivo rilascio dei gatti sul territorio.

Chi li segue, però, racconta di avere timore che qualcosa possa andare storto durante la procedura e che gli animali possano essere soppressi per errore.

Così, almeno per ora, quei randagi continuano a vivere all’aperto. E nelle mattine più fredde, per uno di loro, anche un semplice asciugamano diventa il posto in cui fermarsi a riposare dopo aver mangiato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *