Era stata abbandonata in una scatola vicino ai rifiuti. Ava era entrata nel rifugio solo per guardare, ma qualcosa cambiò subito.
Ember era arrivata al rifugio dopo essere stata trovata dentro una scatola, lasciata vicino a un bidone della spazzatura.
Era minuscola, appena più grande di una tazzina, e quando il volontario aprì la scatola non cercò di scappare. Rimase immobile e alzò semplicemente lo sguardo.
Fu proprio quello sguardo a fermare Ava, una studentessa entrata nel rifugio senza avere realmente intenzione di adottare. Non era nemmeno certa che nel suo appartamento fossero ammessi animali.
Eppure, davanti a quella gattina, decise di portarla con sé.
La prima notte Ember non giocò e non fece le fusa. Rimase rannicchiata contro il petto di Ava, con gli occhi che si chiudevano lentamente mentre cercava di abituarsi al nuovo ambiente.
Con il passare dei giorni, però, il suo comportamento cominciò a cambiare.
Ember iniziò a inseguire le ombre sui muri, a giocare con le calze e a scegliere il portatile di Ava come posto preferito per dormire.
Anche il rapporto tra le due diventò sempre più stretto. Quando Ava tornava a casa dopo una giornata difficile, trovava la gattina ad aspettarla vicino alla porta.
Da una scatola abbandonata accanto ai rifiuti, Ember è così arrivata in una casa dove oggi trascorre le giornate giocando, dormendo sul computer e aspettando il ritorno della ragazza che quel giorno era entrata al rifugio soltanto per “dare un’occhiata”.


