La gatta ha otto anni e abitudini difficili da gestire. Vive con la stessa famiglia da quando è stata adottata in rifugio.

Alle sei di ogni sera, Elizabeth si piazza sulle scale e comincia a miagolare forte. La famiglia apre la porta d’ingresso e si allontana lungo il corridoio: solo allora la gatta esce, con cautela. Se qualcuno si muove troppo in fretta, torna di sopra. Dopo circa quindici minuti rientra in casa.

Elizabeth ha otto anni e non ama stare con gli altri gatti. Mangia da sola, soffia alla persona che racconta la sua storia e, tra i familiari, cerca soprattutto il marito, con cui dorme. Anche la lettiera è un problema: nonostante i tentativi con contenitori e materiali diversi, preferisce sporcare i tappeti. Quelli delle scale sono già stati sostituiti tre volte; il tappetino del bagno viene lavato ogni giorno.

Chi vive con lei racconta che è in salute. Non attribuisce però i suoi comportamenti a una diagnosi: descrive soltanto le abitudini con cui la famiglia ha imparato a convivere.

Elizabeth è arrivata dal rifugio quando aveva quattro mesi. Lì avevano raccontato che era stata trovata in un bidone della spazzatura a circa quattro settimane di vita. Non si sa che cosa le sia accaduto prima del ritrovamento.

Oggi è sterilizzata, vive in casa ed esce soltanto per quella breve passeggiata serale. Quando vuole, si lascia coccolare; nel resto del tempo può starsene tranquilla sul letto, accanto alle persone con cui vive.

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