Magra e tremante, era accovacciata vicino a un cespuglio della stazione di servizio. L’uomo la avvolge nella giacca e la porta in cabina.
Il camionista era appena sceso per una sosta quando ha sentito un gemito debole. Dopo una settimana di lunghi tragitti, pioggia e stanchezza, pensava soltanto a fare rifornimento, bere un caffè caldo e trovare un posto dove riposare.
La stazione di servizio era quasi deserta. Inizialmente aveva attribuito quel suono al vento, poi aveva notato una cagnolina accovacciata accanto a un cespuglio rinsecchito. Era magra, tremava e aveva il pelo sporco e arruffato. Non abbaiava né si avvicinava: restava ferma a guardarlo.
L’uomo si è tolto la giacca e l’ha avvolta delicatamente, prima di portarla al caldo nella cabina. Al minimarket ha preso acqua e qualcosa da mangiare, poi si è seduto accanto a lei mentre cominciava a nutrirsi.
Quella che doveva essere una breve pausa è diventata il loro primo incontro. Il camionista ha deciso di tenerla con sé e l’ha chiamata Spark, “Scintilla”: un nome legato a ciò che aveva provato trovandola, quando la fatica di quella giornata aveva lasciato spazio al desiderio di occuparsene.
Da allora la cagnolina lo accompagna nei viaggi. Sul sedile del passeggero tiene le orecchie dritte, guarda intorno e muove la coda. L’uomo, abituato alla solitudine delle lunghe percorrenze, condivide ora la cabina con lei.
La presenta come la sua copilota e la sua migliore amica. Spark, raccolta vicino a quel cespuglio durante una sosta, continua a percorrere la strada insieme a lui.