Il cane resta immobile mentre l’uomo si avvicina, poi comincia a scodinzolare. Dopo il primo contatto sulla soglia, dorme accanto al divano.
Stava ancora sorridendo per la serata trascorsa con gli amici quando ha notato una sagoma dietro il vetro della porta d’ingresso. Era un pitbull grigio, con il pelo bagnato, seduto immobile a guardare verso il quartiere.
L’uomo ha aperto lentamente, senza sapere come avrebbe reagito. Il cane è rimasto dov’era e ha sollevato lo sguardo. Soltanto quando lui si è inginocchiato, la coda ha cominciato a muoversi appena.
Aveva ancora con sé del pollo avanzato dalla cena e gliene ha offerto un pezzo. Il pitbull lo ha preso delicatamente. L’uomo gli parlava piano e restava sulla soglia, senza affrettare l’avvicinamento. Con il passare dei minuti, il cane ha cominciato ad appoggiarsi sempre di più a lui.
Poi è arrivato il momento di rientrare. Davanti a quell’animale ancora fermo all’ingresso, l’uomo ha deciso di lasciargli spazio: «Dai, amico… puoi restare qui stanotte».
Dopo una breve esitazione, il pitbull ha varcato la porta. Ha trascorso la notte raggomitolato accanto al divano, riposando in silenzio.
La mattina seguente sono arrivati un bagno, il cibo e altre attenzioni. Chi lo aveva accolto ha cominciato a conoscere il cane oltre quel primo incontro sul bagnato: lo descrive come dolce, gentile e sempre vicino.
Non sa raccontare da dove provenisse né come fosse arrivato alla sua porta. Sa però che, nell’arco di una giornata, quell’ospite inatteso è diventato una presenza a cui si è già affezionato. «È passato solo un giorno, ma è già la mia famiglia», dice.