Dopo la diagnosi di PLE, la pitbull ha perso peso ed energia. Una telefonata del veterinario ha preceduto l’annuncio dell’ultimo giorno insieme.

Il gioco di corda era uno dei suoi preferiti. Ambra lo rincorreva a lungo, poi tornava a cercare il contatto con la persona che viveva con lei. A tre anni, la pitbull riempiva le giornate di corse, salti e richieste di attenzione.

Un mese fa è arrivata la diagnosi di PLE. La prognosi era difficile, ma la famiglia aveva continuato a sperare nelle cure e nella possibilità di vederla riprendere le sue abitudini.

Nelle settimane successive, invece, Ambra ha cominciato a trascorrere gran parte del tempo raggomitolata nel letto. L’energia diminuiva, l’appetito cambiava e il peso calava rapidamente. Chi le era accanto osservava ogni giorno la distanza tra quella stanchezza e la cagnolina che poco prima inseguiva palline da tennis in giardino.

Poi il veterinario ha telefonato. Durante il colloquio ha spiegato che era arrivato il momento di lasciarla andare. Alla speranza delle settimane precedenti si è sostituita la preparazione a un saluto ancora difficile da accettare.

«Oggi è il nostro ultimo giorno insieme. Non sembra reale», scrive la persona che l’ha accompagnata durante la malattia.

In quelle ore tornano soprattutto i ricordi quotidiani: Ambra al sole, il piacere di stare all’aperto, la testa appoggiata sulle gambe dopo una giornata lunga. Gesti familiari che adesso rendono più dolorosa l’idea della sua assenza.

Ambra è ancora accanto alla sua famiglia. Chi la ama trascorre con lei queste ultime ore, ripensando alla cagnolina che accoglieva ogni ritorno con salti e coccole, e le dedica un ringraziamento: ha reso più luminosa ogni giornata condivisa.

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