Un cane randagio non si separa mai dal suo elefantino di peluche

Trovato solo e magro, è arrivato in rifugio con un piccolo elefante tra le zampe. Da allora lo porta ovunque con sé.

Quando i volontari del rifugio lo hanno accolto, era solo, magro e con lo sguardo spento. Era stato trovato vagante e di lui non si sapeva quasi nulla. C’era però un dettaglio che colpiva subito: stringeva con sé un piccolo elefante di peluche, consumato e un po’ storto, e da quel momento non se n’è più separato.

Il cane lo porta ovunque, perfino vicino alla ciotola, e quando si riposa si rannicchia accanto al suo giocattolo. Spesso lo tiene stretto tra le zampe, come se quel peluche fosse il suo unico punto fermo. A volte lo lecca piano, in un gesto che i volontari osservano ogni giorno e che accompagna la sua permanenza nel box.

Nel rifugio si mostra tranquillo. Mangia, dorme e non crea problemi, ma cambia completamente atteggiamento se qualcuno prova a prendere l’elefantino, anche solo per lavarlo. In quei momenti va nel panico e comincia a cercarlo con agitazione, come se temesse di perderlo.

Da quando è arrivato, continua ad aspettare nel suo spazio, alzando lo sguardo verso la porta ogni volta che sente un passo o una voce. Intanto resta lì, con il suo elefantino sempre vicino, l’oggetto che ha portato con sé quando tutto il resto era già sparito.

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